«Niente più alibi per i giocatori»: il popolo friulano giudica l'esonero di Runjaic e l'arrivo di Zanetti
L'analisi dei vertici degli Auc dopo le prestazioni negative contro Roma e Lecce: la richiesta di grinta, concentrazione e compattezza difensiva. Il rinvio ideale dei festeggiamenti per i 130 anni del club in attesa del rientro dell'anziano patron e l'obiettivo salvezza prima della sosta

L’Udinese è in cerca della scossa, in uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Kosta Runjaic è stato esonerato e Paolo Zanetti è pronto a esordire sulla panchina bianconera nel delicatissimo derby triveneto con il Venezia, mentre Gianpaolo Pozzo è stato ricoverato per una polmonite. Per i tifosi bianconeri è proprio questo il cruccio principale e l’intero popolo friulano si è stretto attorno al Paròn. In merito al cambio in panchina, invece, l’opinione diffusa è che si trattasse di una scelta inevitabile, per quanto sofferta. Pochi infatti imputano tutte le responsabilità all’ormai ex tecnico: è l’atteggiamento del gruppo, completamente irriconoscibile nelle ultime gare casalinghe, a deludere e deve assolutamente cambiare.
Alessandro Scarbolo, presidente dell’Arthur Zico di Orsaria, ci ha riferito nettamente: «Seguo l’Udinese da 47 anni e non mi era mai capitato di vederla prendere 4 gol in 38 minuti. Sono uscito dallo stadio. L’esonero era inevitabile, Runjaic non aveva più in mano la squadra e io lo avrei allontanato già dopo la sfida con il Lecce. Siamo vicini al Paròn, il primo vero tifoso della Zebretta. Spero si rimetta presto». Gli fa eco Paolo Spata, riferimento del Bruno Pizzul di Milano: «Era evidente che le cose non funzionassero. Ora ci aspettiamo più grinta, più concentrazione e un miglioramento delle prestazioni atletiche».
Anche per Paolo Rinaldi, presidente del Guca, il cambio è l’unica soluzione possibile. «In 50 anni che vado allo stadio mai avevo visto una squadra così assente. Contro la Roma c’erano undici singoli in campo, peraltro autori di una serie infinita di errori individuali. Zanetti uomo giusto? L’allenatore lo fa la squadra, dovrà prendere in mano in fretta la situazione dello spogliatoio e lavorare sulla testa dei giocatori, certo partendo dalla difesa. Comunque vada con il dentro/fuori di Venezia, la sosta sarà preziosa. Il Paròn? È un totem che unisce l’intero ambiente, seguiamo con ansia gli sviluppi».
Dello stesso avviso anche Luigino Orlando, presidente dell’UC Zebretta di San Daniele: «Pozzo padre è l’Udinese. Si è sempre presentato nei momenti difficili, chiarendo la situazione o infiammando la piazza. Credo ci tenesse molto ai festeggiamenti per i 130 anni, devono essere rimandati in attesa che stia meglio».
Anche Renata Rossi, presidentessa dell’Uc di Spilimbergo, è della stessa idea sul nuovo tecnico: «Dipenderà tutto dal suo impatto sulla squadra. Se riuscirà a liberarli dalla paura potrebbe fare bene. Loro però devono darsi da fare, non hanno più alibi ora in attesa che rientrino gli ultimi infortunati e del mercato di gennaio. L’obiettivo dev’essere la salvezza».
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