Gigi Cagni avvisa l'Udinese: «Arriva il Como delle meraviglie, Runjaic attento»

L'ex tecnico promuove Fabregas: «Calcio verticale e spumeggiante, è la rivelazione del campionato». Senza Davis, la ricetta per la Zebretta è chiara: «Puntare sul contropiede e sfruttare Zaniolo nel suo vero ruolo»

Stefano Martorano

 

«L’Udinese sfiderà una realtà meravigliosa, una vera e propria boccata d’aria fresca nel nostro calcio così in difficoltà». Gigi Cagni lo presenta così il Como che lunedì si presenterà al Friuli - Bluenergy Stadium con i galloni della “squadra da battere”, nel lunch match delle 12.30, e con l’Udinese che si presenterà senza lo squalificato Keinan Davis. Un’assenza, quella del centravanti inglese, che per l’esperto allenatore dovrebbe spingere la Zebretta «a una nuova interpretazione di se stessa».

Cagni, l’onda lunga del fallimento della Nazionale non si è ancora infranta che il campionato sta per ritornare. Da dove ripartire?

«Dalla tecnica individuale e dalla preparazione atletica. E a proposito, a Udine se ne vedranno delle belle lunedì con il grande Como in arrivo».

Un aggettivo per la squadra di Fabregas?

«Meravigliosa. Quando vedo la tecnica individuale messa in cima a tutto godo, confortato da un collega preparato che sa come far rendere al massimo ogni suo giocatore, scegliendo e impiegando ragazzi giovani e spumeggianti. Da Nico Paz a Perrone, da Baturina a Douvikas, il Como è una risorsa di promesse».

È dunque corretto definirla squadra rivelazione?

«Certamente, perché al di là dell’alta posizione in classifica il Como si presenterà a Udine con la migliore difesa e il secondo migliore attacco del campionato. Tutti numeri centrati con la forza delle idee di Fabregas che vuole un calcio propositivo e verticale, in continuo movimento. Il Como cerca di andare velocemente verso la porta avversaria e se perde palla cerca l’immediato recupero muovendosi di squadra. Fatemi dire che Fabregas è destinato a diventare un grande allenatore e ad arrivare in un top club dove avrà altre difficoltà rispetto a Como, avendo a che fare con giocatori più pronti, e con altri obiettivi da centrare, ma intanto ha già dimostrato di avere capito tutto».

E di Runjaic invece che idea si è fatto?

«Anche lui è sveglio perché ha capito subito come è la Serie A. Sento dire che lancia poco i giovani, ma da noi conta il risultato e tutti sono bravi a prometterti garanzie. La verità è che un allenatore è solo e va a casa se non arriva agli obiettivi. Ecco perché è bene farsi salvaguardare nei contratti qualora i risultati non arrivino pur lanciando i giovani».

Cagni, l’Udinese si sta preparando ad affrontare il Como senza Davis...

«Verranno a mancare molti riferimenti senza il lavoro di Davis, ma proprio per questo si può provare a cambiare gioco puntando a sfruttare molto di più il contropiede. Poi si tratterà di capire se Runjaic vorrà andare a pressare il Como, pur sapendo che troverà avversari decisi a comandare il gioco».

L’ipotesi di piazzare Zaniolo prima punta e “falso 9” come la vedrebbe?

«Non è un’idea che prenderei i considerazione: credo che Zaniolo sia micidiale da esterno. Quando era alla Roma gli avevo pronosticato una carriera brillante ed ero sicuro che sarebbe diventato uno degli esterni più forti in Europa, ma poi le cose sono andate diversamente. Ora a Udine ha trovato l’ambiente giusto».

A suo parere l’Udinese avrebbe potuto fare di più?

«Ogni squadra può fare sempre di più, ma la domanda è capire qual è l’obiettivo in partenza. E mi pare che l’Udinese abbia raggiunto il suo: la salvezza in largo anticipo. Se invece si parla di valorizzazione dei singoli, allora sarà bene aspettare di fare i conti alla fine». —

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