L’Udinese espugna Marassi con i gol di Ekkelenkamp e Davis

Per i friulani due tiri e tre punti e poco altro. Il Genoa produce 19 conclusioni ma non sfonda e De Rossi prende a pugni la panchina

Pietro Oleotto
La gioia per il raddoppio sul finale (Petrussi)
La gioia per il raddoppio sul finale (Petrussi)

Una battaglia furiosa condotta per 97 minuti in trincea. Nel calcio ha ragione chi la mette nel sacco e la logica ha fatto andare su tutte le furie la gradinata Sud dello stadio di Marassi che, con l’Udinese a festeggiare sotto il settore occupato dai tifosi friulani, ha lanciato oggetti e bottigliette verso i giocatori, mentre alle spalle il capitano del Genoa, Vasquez, non riusciva a darsi per vinto e inveiva verso Kabasele e Davis, tanto da richiedere l’intervento pacificatore del saggio Padelli. Stavolta l’amaro è rimasto nella bocca dei rossoblù, come era successo nelle ultime due esibizioni del Genoa corsaro al Friuli, magari senza troppi meriti.

La versione cinica e spietata dell’Udinese stende il Genoa al Marassi
Ekkelenkamp esulta dopo il gol del vantaggio (Petrussi)

Un po’ quello che è successo dopo una partenza deprimente dei bianconeri che Runjaic ha schierato col 3-5-2 recuperando Solet in difesa e cercando di dare qualità alla mediana con Atta, mezzala a sinistra accanto al perno centrale Karlstrom e al maratoneta Ekkelenkamp.

La verità è che il numero 14 non è riuscito mai a sottrarsi dall’aggressione costante che gli ha portato De Rossi con il duo Ellertsson-Messias. Morale della favola il Genoa recupera un mare di palloni da quella parte e lì preme, tanto che Kamara viene ammonito a metà della prima frazione su segnalazione dell’assistente di linea sotto la tribuna, il veronese Peretti. Sul fronte destro Ehizibue se la vede poche volte con Norton-Cuffy, ma le occasioni da rete i rossoblù le costruiscono proprio da quelle parti, da lì Colombo centra la traversa con Okoye battuto.

Così il Genoa produce la bellezza di 10 tiri in un tempo (saranno 19 alla fine, solo 3 nello specchio), ma è soprattutto la pochezza dell’Udinese a impressionare. Con il “palla lunga e pedalare” Runjaic arriva per la prima volta alla conclusione dopo 38 minuti e 50 secondi con Zaniolo che, quasi per sottrarsi dalla depressione calcia verso la porta di Bijlow ignorando Atta.

Davis è praticamente inoffensivo, disinnescato dal “vichingo” Ostigard, ma mister Kosta per risolvere i problemi toglie Atta nell’intervallo e mette i muscoli di Piotrowski. Non cambia molto. Anzi. Il Grifone riparte alla carica, Messias è indemoniato: Okoye si rifugia in calcio d’angolo su un sinistro del brasiliano. E su un pallone che viaggia al limite dell’area rischia grosso. Colombo cerca di sorpassare Kabasele con una “palletta” che sbatte sul braccio del belga. Rigore per Collu. Tutti gli undici bianconeri circondano l’arbitro sardo chiedendo l’on field review che viene consigliata dal Var Aureliano dopo buoni tre minuti di attesa. Niente rigore, il braccio è «in posizione congrua».

Non è congrua, invece, la disposizione dell’Udinese che non riesce davvero a costruire alcuna trama offensiva se non su estemporanee ripartenze. Il più attivo sulle palle sporche è sempre Zaniolo, tanto da rimediare anche un’ammonizione per un fallo su Vasquez su un duello a metà campo, ma il 10 bianconero c’è quando, dopo una ventina di minuti, gli si apre davanti uno spiraglio sulla destra da dove centra per Ekkelenkamp: prima conclusione della ripresa, primo gol della partita.

De Rossi prende a pugni la copertura della panchina. Poi cambia tutte e due le punte. Da Colombo-Vitinha a Ekuban-Ekhator. La partita si “apre”, l’Udinese ha più spazi per ripartire, ma Davis si divora un’occasione colossale. Il quarto d’ora finale così è un assedio genoano tra due girandole di cambi, legnate e mezzucci che fanno parte anche questi del calcio: prima Kamara si tira su come una molla e suscita la reazione di Colombo che lo prende a spintoni quando passa davanti alla panchina genoana, poi Solet placa in stile rugbistico Baldanzi.

Due azioni che valgono altrettante ammonizioni, ma i tre punti finiscono in Friuli.

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