Alessandro Orlando avvisa l'Udinese: «A Marassi servono personalità e gamba»
L'ex bianconero punta sui giovani: «Spazio ad Arizala e Mlacic. Runjaic ha fatto bene per la classifica, ma ora valorizzi i talenti come faceva l'Udinese di un tempo».

«Per giocare a Marassi servono personalità e gamba, e starà all’Udinese limitare il Genoa che De Rossi ha portato a un passo dalla salvezza». Alessandro Orlando detta i requisiti per sfidare il Grifone nello stadio in cui fu protagonista nel 1991-’92 con la Sampdoria. Per il mancino di Cavalicco, che alla storia dell’Udinese contribuì con un gol salvezza pesantissimo e memorabile direttamente su corner, nello spareggio col Brescia di Bologna nel 1993, l’Udinese «deve anche puntare a programmare il futuro lanciando giovani interessanti come Arizala».
Orlando, la Zebretta è attesa da un Genoa su di giri che intravede il traguardo della salvezza. Consigli per l’uso?
«La bolgia di Marassi, soprattutto sul versante del tifo rossoblù, è un fattore. Giocare lì, con i tifosi sul collo, obbliga ad avere i requisiti, quindi bisogna subito mettere in chiaro che biosgna correre almeno quanto loro perché non basta metterla solo sul piano tecnico. Serve “garra” e molta personalità».
A proposito di personalità, l’Udinese ha in Zaniolo e Davis i suoi alfieri, ma come spesso ripete Runjaic, paga dazio con i giovani...
«Non sono affatto d’accordo, anzi. Stiamo vedendo ragazzi molto interessanti, e parlo di un Miller che è andato molto bene quando ha giocato al fianco di Karlstrom nella mediana “a due”, di un Zanoli che sarà l’erede di Spinazzola in Nazionale e di Arizala che a Bergamo si è proposto entrando subito bene in partita, per poi bissare le buone impressioni nel finale con la Juve».
Arizala lo vedrebbe quindi titolare anche a Marassi?
«Questo ragazzo gioca nel mio vecchio ruolo e ho subito notato il gran bel motore di cui dispone. È il classico prototipo del giovane da lanciare adesso, in questo finale di campionato che speriamo non sia la replica di quello scorso. A Genova servono anche le motivazioni di ragazzi validi e la spinta sulle fasce, perché attraverso Davis passa tutto il gioco dell’Udinese, ma se l’inglese viene bloccato come successo con la Juve arrivano i problemi, specie se Zaniolo continua a essere un po’ troppo nervoso».
«A me, invece, è sembrato che il favore lo abbia fatto il mister presentando Ehizibue e Zarraga sulla fascia destra, là dove la Juve ha poi sfondato per segnare. A sinistra, tanto per restare in tema, Conceicao non ha fatto disastri perché ben contenuto da Kristensen, quindi Arizala ci sarebbe stato bene visto che la Juve ha sfondato sulla fascia destra dell'Udinese”. Ha quindi l'impressione che Runjaic punti molto alla classifica senza valorizzare i giovani? “Bisogna distinguere due aspetti e non si può dire nulla a Runjaic sulla classifica perché l'Udinese non è mai stata imbrigliata nel discorso salvezza, quindi giù il cappello. Dal punto di vista della crescita tecnica e tattica, e della valorizzazione dei singoli, invece, ho visto poco. Qualcosa manca al puzzle, e a riguardo mi ha fatto specie non rivedere Mlacic confermato contro la Juventus”. Il croato può essere uno dei difensori del futuro? “Assolutamente sì per come si è mosso a Bergamo, e più in generale dobbiamo rifarci al Como che mi ricorda quello che è sempre stata l'Udinese. Adesso i ragazzi di Fabregas si apprezzano, ma in estate chi li conosceva? L'Udinese ha fatto il Como per anni, e possiamo citare cento nomi di giocatori portati alla ribalta”.
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