Pressing contro duelli vinti: l’analisi tattica di Como-Udinese

I dati della Sics dicono che la squadra di Fabregas aggredisce più anche del Bologna di Italiano. L’Udinese è nettamente superiore soltanto nella fisicità che le permette di vincere tante sfide

Stefano Martorano
Un duello tra Bertola e Marusic
Un duello tra Bertola e Marusic

È il pressing alto, ovvero la feroce pressione portata nel primo terzo di campo avversaria a ridosso dell’area di rigore, il fiore all’occhiello del Como di Cesc Fabregas, primatista in campionato quando si tratta di rompere la trama dei passaggi in uscita, come rivelano le metriche della Sics, l’azienda di Bassano del Grappa leader nel settore Sport Tech Italiano che dal 1995 fornisce match analysis sempre più sofisticate a club nazionali e internazionali.

Statistiche alla mano, il primo avversario del 2026 per l’Udinese si prospetta quindi come un severo esame in fase di costruzione dal basso per i bianconeri, visto che nessuno come il Como in Serie A sa portare la “prima pressione” così alta e in modo efficace come indica il valore di 176, che è superiore alla prima pressione effettuata dal Bologna (187) e dalla Roma (193). È quel pressing avanzato che richiede anche di alzare di molto la linea difensiva, esattamente come fa Fabregas. Non è un caso, un’altra specialità della casa a Como sia il “fuorigioco provocato”, dove a quota 35 il Como è secondo in A alle spalle del Parma di un altro allenatore spagnolo come Carlos Cuesta, prima in questa graduatoria a quota 41.

E l’Udinese? Nel confronto in queste voci la squadra di Kosta Runjaic non regge sul pressing alto (solo undicesima con 250 di valore), ma la linea difensiva la tiene comunque alta, come indica la quinta posizione negli offside provocati (31). Analizzandolo nel dettaglio, il Como è primo anche per gli assist subiti (109), o meglio evitati, dove per assist la Sics non conta solo il passaggio poi conclusosi con la realizzazione, piazzandosi davanti a Bologna (111) e Juventus (113). In questa classifica l’Udinese è solo decima a 129.

L’efficacia del pressing alto del Como si nota dunque anche nella sua fase difensiva, dove le statistiche vedono i lariani al secondo posto alla voce azione-difesa a quota 307, alle spalle solo del Milan (280). È una voce in cui l’Udinese pecca, con l’undicesimo posto a quota 403, e che viene peggiorata dalle reti concesse (28) che è pure in linea anche con gli XG concessi. È la metrica che vede i bianconeri al tredicesimo posto con 21.3, attardata di molto rispetto alla terza posizione del Como (14.7), alle spalle solo di Inter e Napoli. Come dire che l’Udinese subisce più di quello che concede sul piano delle aspettative da gol delle avversarie che dunque continuano ad avere vita facile rispetto alle occasioni da rete effettive create.

La bilancia pende ancora a favore del Como guardando il rapporto tra i gol fatti e i tiri in porta, visto che Nico Paz e compagni hanno segnato 22 gol provandoci 201 volte, mentre l’Udinese di tiri ne ha fatti 214 per segnare quattro gol in meno (18). Il Como spagnoleggiante di Fabregas è virtuoso anche in fase di possesso palla, dove è sul terzo gradino del podio con un valore di 943, con l’Udinese al nono posto a quota 830.

Tuttavia, l’Udinese sul lago potrà mostrare i muscoli della sua fisicità alla voce duelli vinti, dove i bianconeri prevalgono a quota 1197, che li porta sul quarto gradino del podio in questa specifica graduatoria, mentre lariani sono al sedicesimo posto con 1066.

Arrivando ai singoli, è decisamente Nico Paz il brillante al dito del Como, visto che l’argentino è primo in Serie A per tiri fatti (51), secondo per gli assist (33) e terzo per dribbling (59). Fin qui quando ha la palla al piede però, perché in fase di non possesso diventa uno tra i tanti, viste le carenze in fase di duelli persi (163), con pochi recuperi (43) e molti falli commessi (33). 

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