Altalena di emozioni, all’Udinese resta un punto dalla trasferta a Bergamo

I bianconeri reggono almeno fino al minuto numero 70’: ma è bene non dimenticare che l’Atalanta è una squadra da Champions

Pietro Oleotto
La rete dell’1-0 di Kristensen nel primo tempo (foto Petrussi)
La rete dell’1-0 di Kristensen nel primo tempo (foto Petrussi)

Regala un punto all’Udinese la trasferta in casa dell’Atalanta, un pareggio che è un “piatto” ricco di sapori: prima quello sapido di una partita vissuta in trincea, poi il dolce a cavallo tra i due tempi, quando prima Kristensen e poi Davis, hanno portato sul doppio vantaggio i bianconeri, quindi l’amaro dell’uno-due di Scamacca, agevolato nella rete del 2-2 da un erroraccio di Okoye nell’azione di rinvio che è arrivato sui piedi degli avversari, pronti a trasformare in oro l’incertezza del portiere bianconero.

Runjaic aveva capito ben prima del calcio d’inizio che sarebbe servito un undici da battaglia, capace di reggere le sfuriate atalantine senza perdere la tramontana per poi cercare di ripartire, facendo riferimento sul totem Davis che, nei precedenti duelli, aveva sempre reso la vita difficile all’avversario diretto Hien.

Insomma, una serata da costruire con attenzione in retroguardia, per questo il dubbio Mlacic ha alimentato la vigilia della partita per coprire le assenze degli infortunati Solet e Bertola. Il 18enne croato all’esordio da titolare in Serie A (aveva giocato soltanto una ventina di minuti nel finale contro la Fiorentina) o un cambio di modulo, ritornando alla difesa “a 4”? Oppure addirittura un uomo fuori ruolo come Ehizibue nei panni di centrale?

Tutti pensieri spazzati in sede di formazione d’avvio dal talento del gioiellino forgiato dall’Hajduk e anche dall’infortunio di Zemura, un problema muscolare che ha dettato il forfait dell’esterno zimbabwese che avrebbe potuto coprire la fascia destra del 3-5-2 a piede invertito.

Così l’Udinese si è presentata con un assetto classico a Bergamo, soffrendo non poco all’inizio per colpa della poca qualità delle giocate dei centrocampisti in sede di rifinitura. Tutti errori che hanno permesso alla squadra di Palladino di alzare spesso e volentieri il pressing mettendo in evidenza Sulemana a sinistra, il “cliente” di Mlacic che, infatti, ha sprecato ben presto l’ammonizione per fermarlo.

Sull’altro fronte le sponde di Davis per fare salire la squadra sono state sfruttate solo da Zaniolo che, infatti, a cinque minuti dall’intervallo si è infilato a sinistra per smazzare un traversone insidioso che Bernasconi ha dovuto mettere in corner. Sulla battuta dello stesso numero 10 preciso l’inserimento sul secondo palo di Kristensen, dopo che Kabasele era stato fermato prima dello stacco.

Nella ripresa un estemporaneo palo di Scamacca e soprattutto il bis di Davis, dopo un’altra incursione a sinistra, con relativo cross, di Zaniolo, un 2-0 ottenuto con Mlacic sostituito da Zarraga, utilizzato in modo sorprendente sulla fascia destra con Ehizibue in difesa a completare il terzetto arretrato. L’Udinese regge almeno fino al minuto numero 70, quando Davis comincia toccarsi cosce e polpacci temendo l’infortunio muscolare.

Mister Kosta, che aveva invece tempestivamente colto i problemi di tenuta di Piotrowski e Zaniolo, sostituiti da Miller e Atta, nel frangente aspetta un po’ troppo e l’incapacità dell’inglese di duellare in attacco porta gli atalantini a premere a più non posso. Rete di Scamacca, cambio Davis-Buksa e pareggio firmato dallo stesso azzurro.

A questo punto Runjaic ha estratto un jolly dal mazzo, un altro giovane Arizala, piazzando al posto di Kamara, sfiancato nel finale. E forse non è stato un caso se sono state dell’Udinese le occasioni più ghiotte sul rettilineo conclusivo: prima una giocata di Buksa disinnescata da Carnesecchi in uscita, poi un tiro che Ekkelenkamp non riesce a mettere sotto la trasversa di sinistro dall’altezza del dischetto. Peccato. Resta solo un punticino in tasca. Ma l’avversaria di sabato era da Champions. È bene non dimenticarlo.

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