Mezz’ora sola ti vorrei: l’Udinese e quel difetto che si ripete
Gol subiti a freddo, partenze sbagliate e rimonte mancate: i numeri di un limite che pesa

“Un’ora sola ti vorrei” è una canzone italiana del lontano 1938 di Fedora Minganelli. È stata ripresa e resa celebre negli anni Sessanta dagli Showmen, poi da Ornella Vanoni e più recentemente da Giorgia. I tifosi dell’Udinese si accontenterebbero di avere la loro squadra più presente in campo anche solo per una mezzora, quella di inizio partita, nella quale la propria squadra ha incassato la bellezza di dieci reti (sulle 33 complessivamente subite) in ventuno partite sin qui disputate.
Sono tante e dimostrano una tendenza a scendere in campo con superficialità e sufficienza, caratteristiche che fanno perdere la pazienza più delle altre a chi ama la propria squadra del cuore. Perché l’importante è dare sempre il meglio di sé stessi cosa che l’Udinese di quest’anno non è riuscita a fare.
I dieci gol subiti nei primi 30’ da Karlstrom e compagni sono stati spalmati in nove gare. Sì perché l’Udinese alla quinta giornata a Reggio Emilia contro il Sassuolo riuscì a stendere il tappeto rosso agli avversari due volte addirittura nei primi 12’. Prima Laurienté e poi Koné entrarono nel burro approfittando delle disattenzioni del giovane Palma poco protetto nell’occasione da Zanoli. Quando vai sotto 2-0 nei primi dodici minuti diventa complicato ribaltare la partita. L’Udinese ci provò, accorciò le distanze con Davis e andò vicina al 2-2 prima del 3-1 finale di Iannoni.
Quattro volte su dieci l’Udinese colpita a freddo è riuscita a rimontare: tre pareggi e una vittoria. Accadde alla seconda giornata a San Siro contro l’Inter. Dumfries al 17’ aprì la serie delle dieci reti subite nei primi 30’, ma poi arrivò l’uno-due sempre nel primo tempo firmato da Davis su rigore e da Atta. I tre pareggi sono quelli in casa con il Cagliari (Kabasele nella ripresa replicò alla rete segnata al 25’ da Borrelli), con la Cremonese (allo Zini arrivò il gol subito più veloce: Terracciano al 4’) e con il Pisa nella prima gara casalinga del 2025 quando l’Udinese riuscì prima dell’intervallo a ribaltare la rete di Tramoni per poi farsi raggiungere da Meister.
Okoye e compagni hanno compromesso senza poi riuscire a rimediare altre cinque partite oltre a quella con il Sassuolo. Nel turno infrasettimanale con la Juve Vlahovic sbloccò il risultato su calcio di rigore dopo appena 5’. Pochi secondi prima dell’intervallo pareggiò Zaniolo, nella ripresa Gatti e Yildiz ancora su rigore chiusero il conto. Ancora peggio andò a Firenze: Okoye espulso all’8’ dopo che i bianconeri avevano messo le tende nella metà campo avversaria e il gol a rompere il ghiaccio di Mandragora dopo 21’. Infine la partita di sabato. Dall’Inter all’Inter, in pratica, con la differenza che questa volta i bianconeri non sono riusciti a rispondere alla rete al 20’ di Lautaro. E così chi sabato uscendo dal Friuli sentiva cantare gli interisti “la capolista se ne va”, ai friulani veniva in mente “mezzora sola ti vorrei”.
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