Jeda sull’Udinese: «Contro il Cagliari bastava evitare l’amnesia difensiva»

Parla Jeda, ora opinionista tv: «Non so cosa i bianconeri potessero fare di più: «È una squadra che mostra due facce strano vederla passare da un estremo all’altro»

 

Alberto Bertolotto
Il numero 27 Kabasele insegue inutilmente Maldini intento a segnare il go dopo la “dormita” bianconera
Il numero 27 Kabasele insegue inutilmente Maldini intento a segnare il go dopo la “dormita” bianconera

 

Un po’ di imprecisione, quindi la bravura di Caprile: l’Udinese, col Cagliari, ci ha provato in tutti i modi. «Non so cosa potesse fare, a parte non incappare nell’amnesia difensiva che è costata il gol», sottolinea Jeda. L’ex giocatore degli isolani, ora opinionista a Sportitalia e a Radio Tv Serie A, evidenzia anche come i bianconeri debbano avere «maggiore consapevolezza dei propri mezzi ed essere più concreti: a volte vedo una squadra che si piace un po’ troppo», afferma l’ex attaccante brasiliano, classe 1979, autore di tre gol in carriera ai friulani tra Cagliari e Novara.

Jeda, come leggere il terzo ko di fila della squadra di Kosta Runjaic?

«È una Udinese che ti fa vedere due facce. Assieme al Frosinone ritengo sia l’unica formazione ad aver messo in difficoltà il Como. Fisicamente è straripante, ha potenza e “gamba”. Tecnicamente è un collettivo valido. È strano però vederla passare da un estremo all’altro. Con l’Inter, dopo aver siglato il 2-0, si è sciolta».

Col Cagliari si poteva fare di più?

«Non so cosa potesse fare, se si esclude l’amnesia difensiva che ha provocato la rete di Maldini. Sicuramente c’è stata poi la bravura di un portiere in giornata di grazia come Caprile e imprecisione. L’episodio che ha scaturito l’1-0 del Cagliari rappresenta a mio avviso un po’ il simbolo di una formazione che ha ottimi mezzi e che, a volte, si perde».

Può fare a riguardo un altro esempio?

«Torno alla partita con l’Inter e cito appunto gli episodi che hanno portato i nerazzurri a firmare il momentaneo 2-2 dopo essere stati sotto per 2-0. In quelle circostanze, per me, l’Udinese ha gestito la palla in maniera superficiale. Ha commesso degli errori in uscita di palla che si sarebbero potuti evitare. Penso che la formazione di Runjaic debba avere una maggiore consapevolezza dei propri mezzi e risultare più concreta. A volte ritengo si piaccia un po’ troppo».

Jeda, col Cagliari e non solo un ruolo importante l’hanno recitato le assenze: all’Udinese mancano numerosi titolari e questo incide.

«Manca per esempio un giocatore come Solet, che nel reparto arretrato trasmette sicurezza. Le assenze pesano, è sicuro, e incidono anche sui cambi, che possono essere cinque durante una gara. Va anche sottolineato che si è dovuto fermare un grande attaccante come Davis: trovare un suo sostituto è difficile».

Si è rivisto dal primo minuto Zaniolo, che tornava dopo essere stato ai box a causa di un infortunio. La Nazionale può fare bene al numero 10, visto che deve ritrovare la forma?

«Sì, può permettergli di guadagnare condizione atletica ma non solo. La chiamata in azzurro rappresenta una iniezione di fiducia per lui. Sono convinto che se si mette al servizio dei compagni può fare tantissimo per l’Udinese e per la Nazionale».

Ben venga la sosta, per i bianconeri, visti gli indisponibili e i tre rovesci consecutivi?

«Sì, soprattutto questa. Permette di recuperare molti giocatori oltre alle energie fisiche e psicologiche. La squadra di Runjaic ha la possibilità di resettare».

 

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