Bisoli detta la ricetta per il Dall’Ara: «Udinese, attacca la profondità e difendi con ordine nei 16 metri»

L’ex tecnico rossoblù analizza la sfida di stasera: l'assenza di Davis pesa sugli equilibri, ma il "blocco squadra" può colmare le lacune individuali contro il pressing alto di Italiano

Alberto Bertolotto

Molta attenzione nella propria area di rigore, la ricerca della profondità per mettere in crisi un Bologna che difende alto: l’ex tecnico dei rossoblù Pierpaolo Bisoli (nel lontano 2011) legge la sfida odierna e svela la ricetta che potrebbe permettere ai bianconeri di conquistare punti al Dall’Ara.

Bisoli che Bologna troverà stasera l’Udinese?

«Una squadra che, dopo il successo di Torino, ha ritrovato la via giusta. I rossoblù avranno grandi motivazioni: vogliono migliorare la loro posizione in classifica, attualmente un po’ deficitaria. I bianconeri si misureranno con una rivale che starà molto attenta ai particolari».

Per il gruppo di Italiano sarà il terzo impegno in otto giorni: inciderà sul match odierno la gara giocata in Norvegia in Europa League giovedì scorso?

«Il Bologna in questo senso è abbastanza abituato. Il triplo impegno settimanale alla lunga può determinare un calo, come è già successo. Se però in questo momento ritrovi le vittorie, la fatica passa in secondo piano. A livello mentale puoi recuperare più velocemente».

Cosa deve fare l’Udinese a Bologna per conquistare un risultato positivo?

«Deve stare attenta al fatto che il Bologna punterà molto sull’uno contro uno degli esterni e sul fatto che mette molti palloni in area di rigore con dei traversoni: i bianconeri devono marcare bene nei 16 metri finali. In fase offensiva è fondamentale l’attacco alla profondità. Bisogna cercare di giocare la palla dietro la linea dei difensori. I rossoblù giocano uno contro uno e stanno molto alti».

All’Udinese mancherà ancora Davis e Runjaic fatica a trovare il sostituito.

«Vorrei sempre avere un calciatore così: sposta gli equilibri. Ti permette di giocare palla a terra e di affidarti a lui con un lancio lungo quando sei sotto pressione: Davis è in grado di tenere su il pallone. Bisogna essere bravi a non snaturare l’identità della squadra, che prima si appoggiava molto a lui».

I rossoblù saranno quindi carichi, arrivando da due vittorie di fila, mentre l’Udinese è reduce da due ko consecutivi e come spesso accade manca di continuità…

«Nel caso di formazioni che si trovano a metà classifica, per trovare continuità si va a individuare quel blocco di calciatori che sposano i valori dell’Udinese in questo caso. Il tecnico deve trovare quei 12-13 giocatori e far capire loro che rappresentano il nucleo portante. Il “blocco squadra” nel calcio attuale è a volte più importante delle capacità individuali dei singoli».

L’attenzione difensiva che spesso manca ai bianconeri si può migliorare?

«È un aspetto che si può allenare. Va organizzata la squadra nel momento in cui viene attaccata: si va ad allenare i giocatori per quello spezzone di gara in cui puoi essere messo sotto pressione».

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