Il Friuli devastato e la ricostruzione: presentato il libro a 50 anni dal terremoto
Il volume è in edicola assieme al Messaggero Veneto: più di trenta gli autori coinvolti nel progetto editoriale
Sono trascorsi cinquant’anni dalle scosse di magnitudo 6.4 della scala Richter che, il 6 maggio 1976, misero in ginocchio il Friuli. Il 15 settembre dello stesso anno ci furono altre scosse, intense. In un minuto andarono distrutte case, chiese, fabbriche, infrastrutture, monumenti e opere d’arte. Novecentonovanta le vittime, 2.500 i feriti e oltre 60mila sfollati. Nonostante tutto questo il Friuli ha avuto la forza e il coraggio di rialzarsi ed è passato alla storia per la sua rinascita.

Il modello Friuli rappresenta, ancora oggi, un esempio di ricostruzione efficiente e partecipata. Parla anche di questo il volume “50 anni di terremoto – Le scosse che hanno trasformato il Friuli”, Editoriale Programma, presentato giovedì 30 aprile nella sede del Messaggero Veneto. Un’opera che vede la partecipazione di più di trenta autori diversi, che analizza quanto accaduto da ogni punto di vista, riproponendo il tutto alla luce delle trasformazioni avvenute come causa diretta degli eventi sismici o da questi accelerate.
Ne parlano, riuniti allo scopo dalla coordinatrice e curatrice del progetto Giusi Vianello, i medici, i militari e i vigili del fuoco, che forniscono le testimonianze dirette sul loro immediato e provvidenziale intervento, i radioamatori, che per primi riuscirono a mettersi in contatto con i paesi isolati, i sindaci di oggi e di ieri; ne parlano professori e giornalisti come Gianfranco Ellero e Giuseppe Ragogna, la sismologa Carla Barnaba e la storica dell’arte Rossella Fabiani, l’architetto Giorgio Dri, che ha lavorato per la ricostruzione, il linguista Pier Carlo Begotti, l’agronomo Enos Costantini, Guglielmo Berlasso, che fu tra i fondatori dell’allora nascente Protezione civile, ma la lista dei partecipanti è lunga e comprende anche poeti e poetesse, perché persino la creatività letteraria può plasmarsi nelle macerie.

La maggior parte delle firme porta nomi friulani noti alle cronache, a partire dal governatore della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e da Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica italiana, i cui contributi introducono il progetto. La pubblicazione vede anche la preziosa collaborazione di Arlef, che ha supervisionato ogni sezione di testo in lingua friulana e concesso il proprio patrocinio.
A completare l’opera c’è l’apparato iconografico, che permette ai lettori di entrare meglio nel ricordo degli eventi, vedendo con i propri occhi la devastazione portata dal terremoto, ma anche gli interventi di ricostruzione, le tendopoli, le facce dei personaggi che si occuparono della questione in prima linea, come il commissario straordinario Giuseppe Zamberletti. «Esiste un legame forte, che unisce il Messaggero Veneto alla nostra terra – ha detto l’assessore regionale Barbara Zilli –. In questi cinquant’anni la voglia di conoscere la nostra storia è stata più forte del silenzio del dolore e il quotidiano ne ha documentato ogni passo».
L’incontro, introdotto dal condirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, e moderato dalla coordinatrice editoriale Giusi Vianello, ha visto numerosi interventi, tra cui quello dell’editore Angelo Pastrello (Editoriale Programma), dell’arciprete di Tolmezzo, monsignor Angelo Zanello, del sindaco di Gemona, Roberto Revelant, dell’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Federico Pirone, che ha posto l’accento sull’importanza e sul valore della ricostruzione, del direttore del Cirf Gabriele Zanello, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, il quale ha ricordato «il ruolo fondamentale della lingua friulana, che ha accompagnato concretamente la ricostruzione», e del direttore dell’Arlef, William Cisilino. «A cinquant’anni di distanza – le parole di Revelant – molte persone stanno trovando il coraggio di raccontare un peso tenuto dentro per troppo tempo. Da quell’esperienza dobbiamo saper trarre il buono e replicare quel modello anche nelle sfide di oggi».
Il volume sarà in edicola con il Messaggero Veneto, che quest’anno festeggia gli ottant’anni dalla fondazione, nel 1946.
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