Udine, oggi la presentazione in redazione del libro sui 50 anni dal terremoto del Friuli

Appuntamento alle 17.30 in viale Palmanova 290 per scoprire “50 anni di terremoto”, opera collettiva sulla memoria e la ricostruzione

 

In viale Palmanova a Udine, nella nostra redazione del Messaggero Veneto, si apre oggi uno spazio di memoria, riflessione e racconto collettivo. Alle 17.30, al civico 290, sarà presentato il volume “50 anni di terremoto – Le scosse che hanno trasformato il Friuli”, un’opera corale che riporta al centro uno degli eventi più profondi e trasformativi della storia recente del territorio. L’ingresso è libero.

Il libro nasce con un obiettivo chiaro: non limitarsi a ricordare la tragedia del 1976, ma restituire la complessità di ciò che accadde dopo. In quel maggio di cinquant’anni fa, il Friuli viveva ancora sospeso tra tradizione rurale e slancio industriale, immerso in un equilibrio fatto di lavoro, comunità e identità locale. Bastò un minuto, il 6 maggio, per spezzare ogni certezza. E quando sembrava impossibile sopportare altro, una nuova scossa a settembre cancellò anche le ultime speranze.

50 anni di terremoto, le scosse che hanno trasformato il Friuli: il libro in edicola con il Messaggero Veneto

Da quei due momenti drammatici, però, ha preso forma qualcosa di più grande: un percorso di rinascita che è diventato modello, esempio studiato e citato ben oltre i confini regionali. È proprio questa trasformazione il cuore del volume, che raccoglie oltre 30 voci diverse per raccontare il prima, il durante e soprattutto il dopo.

Coordinato e curato da Giusi Vianello, il progetto mette insieme testimonianze dirette e analisi da prospettive molteplici: medici, soccorritori, amministratori, studiosi e giornalisti ricostruiscono un mosaico fatto di emergenza, solidarietà e ricostruzione. Tra le pagine emergono espressioni entrate nella memoria collettiva come “Fasìn di bessôi” e “modello Friuli”, simboli di una risposta concreta e condivisa alla devastazione.

Non manca il contributo delle istituzioni e della cultura: tra gli autori figurano nomi noti del panorama regionale e nazionale, insieme a tecnici, accademici e persino voci poetiche, a testimonianza di come anche la letteratura abbia trovato spazio tra le macerie. Il volume è arricchito da un importante apparato iconografico che accompagna il lettore dentro le immagini della distruzione e della rinascita, dalle tendopoli ai volti dei protagonisti della ricostruzione.

Con le sue 320 pagine, il libro si propone come una vera e propria indagine conoscitiva, pensata anche per le nuove generazioni. In un presente spesso segnato dall’incertezza, la storia del Friuli del 1976 torna a parlare con forza: racconta che la ricostruzione è possibile, che dalle macerie può nascere un modello, e che radici solide resistono anche alle scosse più violente.

Vi aspettiamo!

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