Dallo storico sogno della Superlega alla serata al Capitol: la favola della Tinet all’evento Nem
Il presidente Maurizio Vecchies tra i protagonisti di "La città che te le suona". Il retroscena della promozione, il vivaio e la sfida sold out contro Trento

Sui giornali e tg sportivi ormai non è più una comparsa: a valorizzare Pordenone sul territorio nazionale contribuisce in maniera dirompente la Tinet Prata, storica la promozione in Superlega della squadra di Prata, coronata da un esordio vincente.
E proprio Maurizio Vecchies, presidente da otto anni della Tinet, sarà uno dei protagonisti sul palco del Capitol per “La città che te le suona: musica, sport, identità”, il secondo di tre eventi organizzati dal Messaggero Veneto (Gruppo Nem) con il sostegno del Comune di Pordenone e della Banca di credito cooperativo Pordenonese e Monsile proprio in vista dell’anno della cultura. Ricordiamo: martedì alle 20.30, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria. Un’impresa, quella della Tinet, che non era stata messa in conto: «Non avevamo parlato di Superlega. Alcuni consiglieri della Lega ci suggerivano di cominciare ad attrezzarci: noi però la vedevamo un’eventualità molto lontana. Così ci siamo trovati ad avere la promozione il 10 maggio completamente disorganizzati», spiega Vecchies.
Bisognava trovare gli sponsor (il badget è raddoppiato) e formare una squadra adatta alla categoria: «È stato davvero bravo il direttore sportivo Luciano Sturam: in poco tempo, spendendo il minimo per la categoria, è riuscito a trovare elementi validi per affrontare la Superlega. Basti pensare che di quattro giocatori stranieri, tre giocano nella propria nazionale. Sono arrivati anche perché conoscevano la nostra realtà come seria, trasparente e organizzata».
Merito «dell’organizzazione manageriale che abbiamo: il consiglio è fatto di imprenditori che hanno portato le proprie conoscenze e lavoriamo in sinergia con i territorio», spiega il presidente, che è a capo anche della società main sponsor, la Tinet.
E i giocatori a Prata «in queste settimane si sono inseriti bene». La società ha fornito loro gli appartamenti, avendo cura anche di avvicinare le famiglie: «Per esempio tra poco il nostro opposto russo sarà raggiunto da moglie e figli». E il presidente ha un rapporto molto umano con i suoi giocatori: «Anche se, per esempio, con lui, non sapendo il russo è un po’ più difficile parlare», e si schiude in un sorriso. Ma la Tinet ha lo sguardo già rivolto ai giocatori del futuro: «Abbiamo un vivaio di 180 giovani a cui speriamo di attingere un giorno. Stiamo poi pensando a un progetto di foresteria per avere ragazzi di prospettiva anche da lontano. Ma un passo alla volta». Il presidente intanto è grato «ai tanti volontari che aiutano la società, ma anche il supporto economico della Regione con Promoturismo e al teritorio che ci è vicino, complice anche il grande entusiasmo che si è creato».
Entusiasmo che pullula anche tra i tifosi: «Per il match di domani contro Trento (oggi c’è la terza giornata di campionato, ndr) in mezz’ora c’è stato il sold out». Ripensando alla promozione Vecchies, che tra l’altro è pratese doc, esprime fierezza: «All’inizio non ce ne eravamo resi conto del valore dell’impresa, ma abbiamo fatto qualcosa di notevole, è un grande orgoglio aver portato Prata così in alto: la promozione in Friuli mancava da oltre 20 anni, a Pordenone da 50».
Anche se il ricordo che più è incastonato nella sua mente è un altro: «La promozione in A2, sempre a Pineto quattro anni fa. Era un obiettivo cercato e voluto: avevamo portato le magliette con scritto A2: c’è una fotografia in cui esulto che racchiude questo momento».
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