Da Carnera a Bottecchia: a Pordenone l’omaggio a campioni e glorie a cinque cerchi
Il Pordenone calcio maschile, la Friulvini femminile in serie A, il volley di Prata in Superlega. E poi il tennis degli albori di Edi Raffin, ricordato dalla figlia Serena, l’hockey pista e i motori. Il 3 novembre l’evento Nem al Capitol

Lo sport è un tassello prezioso della storia e del presente di Pordenone. Dà colore alla provincia e la catapulta in alto, fino a giornali e tg nazionali e mondiali. Anche se è sulle pagine del Messaggero Veneto che i talenti di casa hanno preso forma dall’infanzia, giorno dopo giorno.
Ed ecco perché il nostro quotidiano (gruppo Nem), supportato da Comune di Pordenone e Banca di credito cooperativo Pordenonese e Monsile, all’evento gratuito di martedì 3 novembre alle 20.30 al Capitol vuole ancora una volta dedicare spazio ad alcune delle eccellenze, meritevoli di aver valorizzato Pordenone. In una serata condivisa con gli ospiti musicali si susseguiranno campioni e dirigenti di realtà sportive del territorio.
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I loro interventi saranno divisi in tre panel, che ci piace pensare equivalgano a tre tempi che contraddistinguono molti sport: il terzo, quello dell’amicizia, di casa soprattutto nei dopo partita del rugby, è fondamentale ed è un valore cardine delle Olimpiadi, che saranno materia per il capitolo “Cinque cerchi e leggende”.
Il primo segmento sarà intitolato invece “L’alzata e il cronometro”, mentre a seguire toccherà a “La schiacciata e il senso del gol” offrire spunti di riflessione.
Alzata e cronometro
In questo panel si parlerà di cinque sport: pallavolo, tennis, hockey pista, atletica e motori. Si prenderà la scena la Tinet, ormai salita con disinvoltura agli onori della cronaca: storico e vittorioso l’esordio in Superlega della squadra di Prata, ora ben più di un paese di circa ottomila abitanti.
Basti pensare che, in vista del match di domenica con l’Itas Trentino, per la 3ª giornata di campionato, i biglietti sono andati esauriti in appena mezz’ora: non c’è da stupirsi, la Tinet è l’unica squadra della regione militante nella massima categoria. A snocciolare come è nata l’impresa e i retroscena sarà il presidente, Maurizio Vecchies.
Si parlerà poi di tennis con Serena Raffin, direttrice dell’Eurosporting e figlia del pioniere del grande tennis in provincia, Edi. La Fitp (federazione italiana tennis e padel) ha da poco superato a livello di tesserati la Figc, ma a Cordenons il tennis è sempre stato valorizzato. E l’annuale challenger (giocato da nomi noti, Carlos Alcaraz è stato uno dei tanti) è solo uno degli eventi che animano la movimentata vita del club, capace di dare spazio anche a chi gioca per diletto.
Ci sarà anche Sergio Maistrello, presidente dell’Hockey Pordenone, società che è stata insignita dal Coni della Stella di bronzo al merito sportivo. Milita in serie B e nutre il sogno di tornare ai vertici con un team di talenti locali.
Formare campioni è una delle caratteristiche che ha contraddistinto anche Ezio Rover, fondatore della valente Atletica Brugnera Friulintagli e storico presidente Fidal della provincia di Pordenone.
Ma ci sarà anche lo scatto, o meglio la sgasata, nel panel, di Mauro Tavella: è lui l’anima dell’Italian Baja, la gara di rally cross country che si corre sui greti dei fiumi della provincia di Pordenone. Ci partecipò persino il campione di Formula 1 Clay Regazzoni.
Schiacciata e senso del gol
Altro panel, altri protagonisti di spicco. Come il cestista, ora allenatore, Domenico Fantin: dalle fila della Pallacanestro Pordenone alla Hall of fame della Virtus Bologna, la sua storia è tutta da raccontare e parte dalle pedalate che ogni giorno macinava per raggiungere Pordenone da Cordenons.
E poi Gian Paolo Zanotel, presidente del Pordenone della rinascita: lo vuole riportare dove merita, alla stessa altezza di una città, Pordenone, da massima serie, come certifica il titolo di Capitale della cultura.
Il calcio a Pordenone sarà declinato anche al femminile, con il ricordo della Friulvini in serie A e con Gina Sist a raccontare le gesta delle “Pantere del Noncello”, entrate nel 1972 nella massima serie. Non mancherà una sorpresa finale, vietato svelarla.
Cinque cerchi e leggende
Finale di serata, per la parte sportiva, nel segno delle Olimpiadi e delle leggende. Protagonista Daniele Molmenti, oro nella canoa kayak a Londra 2012 e testimonial della Bcc Pordenonese e Monsile.
La medaglia più pregiata di 14 anni fa è soltanto uno dei suoi tanti trionfi. Anche l’ex nuotatrice Francesca Salvalajo ha partecipato ai Giochi olimpici, quelli di Barcellona 1992, portacolori della Gymnasium di Pordenone. Oggi è allenatrice nella stessa società di Mario Sandrin e della famiglia Deiuri, storica fucina di talenti.
Si parlerà di rugby e della leggenda di Primo Carnera con Elio De Anna, l’ex presidente della Provincia di Pordenone che fu azzurro nella palla ovale.
Infine spazio a Ottavio Bottecchia. Dello storico ciclista, che riteneva Pordenone sua città d’adozione, parlerà Bruno Battistella, dirigente e presidente degli Amici della pista, il velodromo dedicato proprio al “furlan de fero”.
A ruota, naturalmente, si parlerà anche di ciclismo. In scena sport tanto diversi tra loro, ma uniti dai valori e diventati tessere di un mosaico che ha dato vivacità e lustro a Pordenone.
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