Capitale della Cultura 2027, Pordenone alza il sipario: alla Galleria Bertoia la mostra su Joan Miró

Svelati i dettagli dell'esposizione organizzata con la Fundació Miró di Barcellona dal 22 gennaio al 30 maggio.

Sessanta opere tra inediti assoluti e primi arrivi in Italia: l'assessore Parigi e il sindaco Basso celebrano l'evento sartoriale curato da Suazes

Martina Milia
Alla Galleria Bertoia la mostra su Joan Miró
Alla Galleria Bertoia la mostra su Joan Miró

La poesia nell’arte, sia essa materica come pittura o scultura, sia essa cerebrale come la scrittura. “Joan Miró: la poesia degli oggetti e della materia” è il titolo della grande mostra che il 22 gennaio prenderà il via nella rinnovata galleria Bertoia di Pordenone, in apertura dell’anno di Capitale italiana della cultura 2027 e sarà visitabile sino al 30 maggio. Una esposizione internazionale creata ad hoc da Suazes in collaborazione con la Fundació Joan Miró di Barcellona per il Comune di Pordenone e la Regione, con il sostegno del main partner Crédit Agricole e del partner tecnico Casablu. Un evento «imperdibile, che invita a scoprire un Miró inedito, rigoroso e profondamente innovativo» è la sintesi di Maribel López Zambrana, director Fundació Joan Miró.

Su una sessantina di opere, suddivise in tre sezioni, venti arriveranno dalla collezione privata di Joan Miró e saranno esposte per la prima volta in assoluto; altre 17 opere saranno presentate per la prima volta in Italia. «Una mostra in esclusiva mondiale», sottolinea l’assessore alla cultura Alberto Parigi, «lontanissima da quelle a pacchetto. È stata creata sartorialmente per gli spazi della Galleria Bertoia. Miró è perfettamente in linea con la candidatura di Pordenone capitale perché parliamo di un artista che ha cercato di sorprendere, attraverso un linguaggio unico e sperimentale, d’avanguardia». Come ha evidenziato Marco Minuz, fondatore di Suazes, «Il tema di questa mostra è la poesia, intesa non con valenza nostalgica, ma protesa al futuro».

E con questa visione è stata concepita la mostra, articolata in tre grandi sezioni, con l’opera grafica come elemento centrale. La prima, e forse più innovativa per il pubblico, è quella che si articola proprio sulla poesia e sull’amicizia che legò Miró al poeta Jacques Prévert. E proprio un nucleo della sezione sarà dedicato al libro d’artista Adonides, realizzato proprio in collaborazione con Prévert e ultimo libro del poeta, dove incisioni e testo si intrecciano dando un valore nuovo all’opera, una dimensione evocativa e sorprendente.

Come ha raccontato Véronique Dupas della Fundació Joan Miró «la mostra mette in evidenza la permeabilità delle diverse pratiche artistiche sviluppate da Miró e il costante dialogo tra incisione, pittura e scultura. La poesia rappresenta il vero filo conduttore di questa mostra. Miró si definiva un pittore e poeta e lui stesso diceva che non faceva differenza tra pittura e poesia». E in particolare il rapporto coi poeti surrealisti, a Parigi, influenzerà l’opera dell’artista, garantendogli una libertà creativa, portandolo «al cuore della poesia», come dirà lui stesso, «e al cuore della gioia».

La seconda sezione riguarda l’incorporazione degli oggetti, oggetti di uso quotidiano che diventano forme creative, spesso cariche di umorismo. «A partire da oggetti di uso quotidiano nascevano personaggi, protagonisti di un mondo immaginario». Questo nella scultura «ma anche nelle incisioni». E così anche lettere e numeri si emancipano dalle forme tradizionali.

«L’ultima parte della mostra», ha spiegato la Fondazione, «è dedicata alla materia: Miró cerca sempre nuove superfici e forme di espressione».

Di importante lavoro di squadra a beneficio della regione hanno parlato il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga e il sindaco Alessandro Basso: «Questo risultato nasce da un’alleanza solida tra Comune, Regione, PromoTurismoFVG, Fundació Joan Miró di Barcellona e Suazes, che hanno lavorato come un’unica squadra e con una visione condivisa. Prezioso anche il sostegno di un partner privato come Crédit Agricole Italia. Per Pordenone è motivo di profondo orgoglio, un orgoglio che appartiene all’intera comunità e che si traduce in opportunità concrete: accogliere visitatori da tutta Italia e dall’estero, rafforzare l’attrattività della città, dare nuovo slancio al tessuto economico». Di evento di grande spessore ha parlato Maria Teresa Innocente, direttrice regionale di Crédit Agricole Italia.

Il biglietto intero della mostra costerà 15 euro (diverse le riduzioni per gruppi e studenti) e per ogni ticket un euro sarà destinato al Centro di riferimento oncologico di Aviano. Perché nel dossier di Capitale 2027, la cultura è anche cura.

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