Dai Magredi alla Serie A: le grandi storie di passione che hanno fatto la storia di Pordenone
Grande successo del secondo appuntamento al Capitol targato Messaggero Veneto, Comune e Bcc Pordenonese Monsile. Dalla favola della Tinet Prata al tennis, fino all'hockey ed all'Italian Baja: le testimonianze dei protagonisti del territorio in vista di Capitale 2027.

Pordenone e lo sport, un amore infinito, che affonda le sue radici in un passato glorioso, fatto di grandi passioni, che in molti casi si sono tradotte in risultati eccezionali e sorprendenti. È stato ciò che i protagonisti di queste storie fantastiche hanno fatto rivivere a un gran pubblico, che non ha lesinato applausi ed espressioni di stupore. Ed è scesa pure qualche lacrima. Sala Capitol anche stavolta gremita per il secondo dei tre incontri Nem in vista di Capitale della cultura 2027, “Pordenone, la città che te le suona”, con una prima parte dedicata appunto al grande sport e una seconda alle straordinarie eccellenze espresse nel mondo della musica da questo vulcanico territorio.
Giornale, Comune e Banca
Una bella serata, all’insegna dell’emozione, di una città che si è ritrovata attorno alle sue eccellenze sportive. Del resto un giornale, come ha ricordato il condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, che ha introdotto l’incontro, «serve anche a questo, raccontare storie, a portare esempi che come in questa serata riguardano lo sport e la musica. Storie che hanno lasciato un segno sul territorio di Pordenone. Ecco a cosa serve un giornale, a tenere unita una comunità». L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione, con Nord Est Multimedia, del Comune di Pordenone e della Banca di credito cooperativo Pordenonese e Monsile. Della quale il presidente, Loris Paolo Rambaldini, ha ricordato la funzione: «Una banca come la nostra deve contribuire alla crescita della società e proprio per questo siamo da sempre vicini allo sport e ai giovani. Siamo legati in particolare a Daniele Molmenti, con cui affrontiamo assieme ai giovani il tema della perseveranza, dei sogni e degli obiettivi da raggiungere. La stessa attenzione la riserviamo ad arte e cultura sostenendo Remo Anzovino e affiancandolo in varie iniziative che contribuiscono alla promozione di Veneto e Fvg». Prima di lui è intervenuto l’assessore comunale alla Cultura Alberto Parigi, il quale ha confermato il fermento e l’interesse suscitato da “Capitale 2027” e ricordato la sua passione per il basket e per Domenico Fantin, sottolineando le due notizie di giornata: la tappa del Giro d’Italia che il prossimo anno avrà una partenza da Pordenone e la straordinaria mostra di Miró in anteprima mondiale.
Dai sogni alle idee realizzate
Il conduttore Antonio Bacci, caporedattore del Messaggero Veneto, è poi entrato nel vivo della serata, dando voce agli ospiti, a cominciare dal presidente della Tinet Prata di volley, giunta fino alla Superlega, il campionato più prestigioso. «Come si arriva a tali livelli? Non per caso», ha spiegato quest’ultimo. «Non certo grazie ai soldi. Abbiamo sempre mantenuto una forte attenzione al settore giovanile, grazie ai genitori e ai volontari. Una crescita costruita passo dopo passo, dalla serie B alla massima categoria in otto anni. Che emozione domenica avere visto il palasport pieno, con tremila persone». Spazio poi al tennis con Serena Raffin, che ha ricordato la figura del padre Edi, pioniere e grande appassionato. «Tutto cominciò nel 1978, quando decise di realizzare tre campi da tennis su un terreno di famiglia», ha raccontato, «pur non provenendo professionalmente da quel mondo». Da lì nacque un progetto cresciuto negli anni, con strutture sportive, attività giovanili e tornei di livello internazionale. «Cerco di portare avanti quello che ha fatto mio padre, ma non sarò mai lui. Vivo della sua passione». L’atletica, rappresentata da Ezio Rover, ha riportato alla memoria una tradizione che affonda le radici nel 1945, anno di nascita del Giro podistico di Pordenone. Una manifestazione capace di richiamare atleti da tutto il Nord Italia e rimasta nella memoria di generazioni di appassionati. E poi l’hockey, con il presidente del Gs Pordenone Sergio Maistrello che ha ricordato un altro grande amore pordenonese, le stagioni in serie A e i fantastici derby al Palamarmi tra le due società cittadine, Latus e Zoppas, negli anni 90. Infine, i motori con Mauro Tavella e la storia dell’Italian Baja, nato dal suo amore per la Parigi-Dakar e dall’incoraggiamento del grande Clay Regazzoni, che spesso si allenava qui, sui Magredi, e divenne testimonial dell’iniziativa. Da una prima idea è nata una manifestazione internazionale, diventata un riferimento per il cross country.
Storie diverse, un unico filo conduttore: la capacità di partire da una realtà locale e trasformarla, con sacrificio e passione, in un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini provinciali. Ma non sono state le uniche: molte altre quelle dello sport, tante e bellissime anche quelle legate alla musica. Nell’edizione di domani le approfondiremo con altri servizi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto





