Evento Nem al Capitol: «Il Pn calcio tornerà grande come la nostra città»
Il presidente Zanotel sarà tra i protagonisti della serata. «Insegniamo lo sport, ma anche valori ed educazione». Martedì 3 novembre alle 20.30. Ecco come prenotare

Lo sport e la musica, insieme, scandiranno il secondo evento, organizzato dal Messaggero Veneto (quotidiano del gruppo Nem) con il sostegno del Comune di Pordenone e della Banca di credito cooperativo Pordenonese e Monsile.
Nell’arco di una serata a ingresso gratuito in cui è obbligatoria la prenotazione, martedì alle 20.30, una carrellata di storie pordenonesi prenderà vita sul palco del Capitol in “Verso Pordenone 2027. La città che te le suona: musica, sport, identità”.
Tra i protagonisti anche Gian Paolo Zanotel, presidente della rinascita del Pordenone Calcio. L’incarico è stato per lui una scelta ponderata e di cuore: «Dettata in primis dalla passione e, poi, dalla tristezza nel vedere un impianto come il De Marchi totalmente abbandonato.
Era giusto fare qualcosa per la città e i ragazzi, nei limiti delle mie possibilità, considerata la passione e quel minimo di esperienza che avevo nell'ambito».
E il progetto, con il Pordenone quest’anno approdato in Eccellenza, procede col giusto ruolino di marcia: «Vogliamo riportare la squadra a un livello di categoria consono alle aspettative della città. Una Pordenone che cresce e dimostra di essere dinamica in tutto: arte, cultura, iniziative. Il fatto che il calcio non fosse in linea con queste ambizioni mi sembrava un paradosso».
Urgeva allora rimediare. Ma non è solo la prima squadra ad essere in cima alla lista dei desideri e pensieri del presidente. La cura al settore giovanile svetta: «La sua rinascita ci riempie di orgoglio. Parlo al plurale perché ricordo che non sono solo in questa avventura, la condivido con sei soci. Abbiamo formato 17 squadre, coinvolgendo oltre 320 ragazzi: puntiamo a portarli a giocare nelle categorie regionali. I più piccoli hanno appena sei anni».
Zanotel il Pordenone lo sta vivendo a pieni polmoni. Parla con grande umiltà, ma a specifica domanda, risponde che la sua presenza, anche umana, è totale: «Frequento regolarmente gli impianti sportivi e le persone che ruotano intorno a questo progetto, sono presente perché mi piace, perché lo faccio per passione». Così la vicinanza al campo di gioco sorge spontanea: «Sono lì tutte le sere, quando possibile il sabato alla partita degli under e poi a quelle della prima squadra».
Non solo campo però, a volte l’importante è ciò che gravita intorno al rettangolo verde: «Vogliamo aiutare i nostri ragazzi a una crescita sana, con dei valori. Sport significa fare squadra, è evoluzione, maturità, cultura, vogliamo insegnare l’importanza delle relazioni, della correttezza, dello stile. Siamo anche molto attenti al sociale. È tutto questo il vero plus di un settore giovanile».
A proposito: «Quando c’è stata la presentazione delle nostre squadre under il De Marchi era di nuovo pieno». Un ricordo indelebile: «Chiudendo gli occhi mi rimbalza in mente», più di una vittoria.
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