Loredana Tracanelli: «Mi piace il giornale perché parla di quanto accade intorno a noi»
La storia di Loredana Tracanelli, lettrice affezionata di Ligugnana, e il suo rito quotidiano con la carta stampata in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

C’è un’abitudine che resiste al tempo, scandisce le mattine e non ha mai perso il suo posto nell’agenda quotidiana. Per Loredana Tracanelli, 66 anni, da oltre trent’anni la giornata comincia così: esce di casa e va a prendere il Messaggero Veneto. Anche quando non ha altre commissioni da fare. In auto, a piedi o in bicicletta, la tappa è sempre la cartolibreria di Lucia a Ligugnana.
Lettrice affezionata dal 1990, in realtà il suo legame con il giornale affonda le radici ancora prima, quando dal 1978 gestiva con il marito Mario il bar Centrale di Ligugnana e poi l’Arci Cral: allora il quotidiano era quasi d’obbligo, parte del servizio alla clientela, e passava tra un caffè e una chiacchiera al banco. Un rapporto che è proseguito anche dopo aver lasciato l’attività, nei vent’anni trascorsi come dipendente all’azienda Venchiaredo e sino a oggi.
«Leggo tutto», racconta Loredana. Il suo metodo è collaudato: parte dai titoli in evidenza, arriva sino in fondo, poi torna indietro e rilegge anche i trafiletti più piccoli. Cronaca, sport, cultura, politica locale e pure i necrologi: le interessa l’insieme, perché «riporta informazioni di tutto il territorio». Ed è proprio questo il punto: per lei il giornale vale perché parla di ciò che accade attorno a casa, delle persone che conosce, delle strade che percorre ogni giorno, delle associazioni in cui si impegna. È una lettura che si intreccia con la sua vita e con quella della sua comunità. Le piacciono anche la carta, la dimensione del giornale da sfogliare con calma, il tempo che gli dedica ogni giorno e che diventa uno spazio suo, di attenzione e approfondimento. In Carnia, ad Arta Terme, dove trascorre spesso periodi dell’anno, al supermercato del paese la conoscono bene: «Arriva la signora del Messaggero», la chiamano così i commessi e sanno che prende solo l’edizione di Pordenone.
Tra le pagine che preferisce ci sono le “Lettere al direttore”: «Mi piace leggerle perché capisco quanto la gente sia vicina ai problemi del territorio e mi riconosco». Fa parte dell’hospice Il Gabbiano e del Comitato di Rosa e quando trova notizie che riguardano queste realtà prova un orgoglio sincero. Se dovesse suggerire qualcosa, sarebbe continuare a dare spazio alle associazioni.
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