Paola Colussi e Nino Baldo: «Il giornale è il nostro accordo coniugale, un rito che riempie la giornata»

Tra Codroipo e Sedegliano, l'ex maestro del lavoro e la moglie raccontano la loro "staffetta" quotidiana per la copia cartacea: un'ora di lettura condivisa che resiste anche in vacanza per non perdere mai il filo con il Friuli.

Sara Palluello
Paola Colussi e Nino Baldo, Codroipo
Paola Colussi e Nino Baldo, Codroipo

In un tempo che spinge a consumare le notizie in fretta, Paola e Nino fanno l’opposto: rallentano. E tengono in piedi, pagina dopo pagina, un piccolo rito quotidiano che parla di loro, ma anche di un modo di stare insieme. Dal lunedì al venerdì il quotidiano locale lo compra lei, infilato tra la spesa e le commissioni, anche per la vicina di casa. Il sabato e la domenica lui: sveglia prima dell’alba, macchina accesa, direzione Sedegliano. È come un “accordo coniugale” tra Paola Colussi, 56 anni, e Innocente detto Nino Baldo, 74.

Lo raccontano insieme, sorridendo. La loro è un’organizzazione è precisa, quasi contrattuale. Nino è un uomo di fabbrica: 45 anni da tornitore in una ditta di Codroipo, poi il riconoscimento di maestro del lavoro. Ora è in pensione. Il Messaggero Veneto legge al mattino, con il caffè. Paola arriva dopo. «È tutto un amore qui», dice lei, con una semplicità che non ha bisogno di essere spiegata. La lettura, per entrambi, è selettiva ma costante. Nino tiene le distanze dalla politica: «Non ne trovo uno migliore di un altro». Preferisce il resto: le notizie locali, i necrologi «logicamente», il meteo, i programmi televisivi, lo sport, soprattutto l’Udinese. Paola scorre tutto, poi si ferma dove l’occhio si accende: cronaca, storie, «quello che attizza la curiosità». Il giornale non si consuma in una volta sola. Torna tra le mani più volte durante la giornata. Nino lo riprende mentre aspetta il meteo in televisione, quasi a “interrogare” le previsioni con quello che ha letto sulla carta. Paola lo riapre, salta da un articolo all’altro, ricompone i pezzi. E poi c’è il confronto. Succede tra una pagina e l’altra, tra una notizia e un commento. Si scambiano opinioni, soprattutto su quello che riguarda il Codroipese e l’hinterland.

Il loro rapporto con il giornale viene da lontano. Paola lo vedeva già a casa dei genitori, oggi è una presenza irrinunciabile. «Se manca, resta un vuoto». La televisione, da sola, non basta. Il giornale invece occupa tempo: «Almeno lì si passa un’ora e spesso anche di più». Nemmeno le vacanze interrompono il rito. A Grado, d’estate, compravano comunque la loro copia: magari l’edizione di Gorizia, ma con dentro anche Udine. L’importante era non perdere il filo.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto