Redazione itinerante a Venzone: il giornale nasce in diretta sotto gli occhi degli studenti
La sala consiliare si trasforma in newsroom per un giorno. Il condirettore Mosanghini e i capisettore svelano i segreti di "timone" e "menabò": tra maltempo, inchieste e i difficili negoziati per lo spazio in pagina

Cinquanta persone in sala, tra le quali una ventina di studenti di seconda e terza della scuola secondaria di primo grado di Venzone, e sei giornalisti del Messaggero Veneto riuniti attorno allo stesso tavolo per mostrare, dal vivo, come nasce ogni giorno il giornale. La redazione itinerante ha fatto tappa, venerdì mattina, 15 maggio, nella sala consiliare del municipio di Venzone trasformando per alcune ore il paese simbolo della ricostruzione post terremoto in una vera newsroom aperta al pubblico.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Mauro Valent, padrone di casa, che ha ricordato il legame storico tra il quotidiano e il territorio friulano. «Il Messaggero Veneto è sempre entrato nelle nostre case», ha detto, «cinquant’anni fa i suoi inviati raccontarono al mondo la tragedia del terremoto e la rinascita del Friuli». Valent ha sottolineato anche il percorso di rinnovamento del giornale, «ringiovanito nella veste grafica e nella struttura per avvicinarsi alle nuove generazioni», spiegando la scelta di coinvolgere gli studenti «su impulso della vicesindaco e assessore all’istruzione Corinna Madrassi».
A guidare la riunione è stato il condirettore Paolo Mosanghini, affiancato da Christian Seu e Anna Buttazzoni per le pagine di attualità e regione, Luana de Francisco per la cronaca di Udine, Viviana Zamarian per le pagine della provincia e Alessandra Ceschia per la cultura. Collegati da e per Pordenone Enri Lisetto e Ilaria Purassanta, Francesco Bercic per il web. Davanti ai presenti, il giornale ha preso forma minuto dopo minuto. La redazione ha spiegato il funzionamento del “timone”, ovvero la struttura complessiva del quotidiano e delle suas pagine, e del “menabò”, la griglia tecnica con cui vengono distribuiti articoli, fotografie e spazi pubblicitari. «Ogni giorno dobbiamo fare i conti con gli ingombri pubblicitari, gli spazi, i richiami e le priorità», ha osservato Ceschia mostrando il master delle pagine culturali. I cronisti hanno illustrato come si costruisce una notizia, come si selezionano i temi e in che modo vengono decise aperture, tagli e approfondimenti. Ne è uscita una riunione vera, senza filtri. I capisettore hanno proposto temi, avanzato aperture, chiesto spazio per servizi e approfondimenti. Il condirettore ha corretto il tiro, chiesto integrazioni, suggerito titoli, frenato alcune idee e rilanciato altre. Non sono mancati i “negoziati” sugli spazi: i redattori provavano a conquistare qualche colonna in più per valorizzare un’inchiesta o una storia, ma Mosanghini non concedeva centimetri. «La pubblicità è fondamentale per il bilancio del giornale», ha ricordato.
Il cuore della riunione è stato inevitabilmente il maltempo che ha colpito il Friuli Venezia Giulia. La cronaca di Udine aggiornava in tempo reale sugli effetti della perturbazione: neve tornata sui monti tra Tarvisiano, Sella Nevea e Forni di Sopra, vento forte e grandinate tra Gorizia, Monfalcone e l’Isontino. De Francisco ha spiegato che la redazione stava verificando eventuali allerte meteo e raccogliendo dati dall’Arpa, mentre Seu ha proposto un approfondimento sui danni alle colture agricole nel Cormonese e nei Colli orientali, coinvolgendo le associazioni di categoria. Attorno all’attualità principale si sono intrecciati decine di temi destinati alle pagine del giornale di oggi. Dalla cronaca udinese con il Job Breakfast dell’Università agli eventi sportivi del fine settimana in città, passando per il nuovo cane a supporto della polizia locale, i lavori della ciclovia Fvg4 e le vetrine sfitte trasformate in opere d’arte in centro storico.
Zamarian ha illustrato invece il lavoro sulle pagine della provincia: il camper del Messaggero Veneto a Cervignano, la Color Run contestata a Cavazzo Carnico, gli eventi delle Pro loco a Codroipo e il focus sull’Alto Friuli. Dalla cultura, Ceschia ha raccontato il dietro le quinte delle pagine dedicate a spettacoli, mostre e festival, dal Mittelyoung di Cividale alle esposizioni di San Vito al Tagliamento. Da Pordenone, Lisetto e Purassanta hanno portato temi sportivi, economici e di cronaca: l’adeguamento dello stadio, il congresso nazionale Fidas, il dibattito elettorale a Caneva, il maxifurto in gioielleria a San Vito al Tagliamento e le storie dal territorio. Così studenti e cittadini hanno assistito al flusso continuo delle notizie, ai dubbi, alle verifiche e alle scelte che ogni giorno accompagnano la costruzione del quotidiano. «La nostra forza è essere un giornale di comunità», ha spiegato Mosanghini rivolgendosi ai ragazzi, «raccontiamo i grandi temi ma anche le storie delle persone, dei paesi, delle famiglie. È questo che tiene vivo il legame con i lettori».
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