Silvio Romanin: «Dai sismogrammi del '76 alle sfide dei giovani, il giornale è l'archivio della nostra vita»
L'ex amministratore di Cordenons ripercorre cinquant'anni di cronaca tra ritagli storici e attualità: dal rito dell'edicola Rebello a Pordenone all'invito a valorizzare le notizie positive del territorio per gli 80 anni della testata

Silvio Romanin è un lettore fedele del Messaggero Veneto da 50 anni, dall’anno cioè del terremoto in Friuli Venezia Giulia. Residente a Pordenone da 15 anni, è originario di Cordenons dove è stato per quattro legislature amministratore comunale e ancora oggi conserva copie e ritagli di quegli anni, tra fine Ottanta e Novanta. Ed è infatti con il Messaggero Veneto del 12 novembre 1991 che si fa fotografare: all’interno c’è una sua ampia intervista.
«Al mattino – racconta – seguo presto alla tv i vari canali che propongono la rassegna stampa e quindi sono informato degli avvenimenti importanti italiani e internazionali. Esco poi presto e all’edicola Rebello di piazza Risorgimento acquisto il Messaggero Veneto. La domenica lo compro all’edicola di turno in corso Vittorio Emanuele o in corso Garibaldi. Il primo sguardo lo do a livello generale leggendo la testata, il titolo o le particolari notizie di cronaca, ma la lettura più approfondita la faccio nel primo pomeriggio».
Nell’anno del terremoto, s’informava sulle scosse di assestamento. «La cosa che all’epoca attirava in particolare la mia attenzione era il grafico delle scosse del giorno precedente, cioè i sismogrammi», ricorda.
Tornando all’oggi, ecco la sua routine. «Leggo in particolare gli articoli relativi agli eventi e vicende del territorio provinciale, che conosco molto bene per gli impegni di lavoro e sono interessato agli eventi climatici e alle notizie di cronaca». Aggiunge un suggerimento: «A proposito di cronaca sono dell’avviso che si dovrebbe far conoscere maggiormente i molti avvenimenti positivi che ci sono sul nostro territorio, valorizzando in maggior misura l’operato di tanti bravi giovani».
Successivamente prosegue con la lettura degli articoli di maggior interesse relativi agli avvenimenti internazionali «sempre più preoccupanti e alle conseguenti situazioni economico-finanziarie».
«Personalmente – conclude – leggo sempre con curiosità e profonda soddisfazione gli speciali e le pagine dedicate alla cultura. E seguo con interesse le lettere al direttore che rispecchiano il modo di pensare e di vivere dei cittadini della regione».
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