Sergio Lena: «Dall'arbitraggio nel basket alle trasferte di lavoro, il furlan legge il Messaggero Veneto. Punto»

L'ex perito agrario e arbitro di pallacanestro ripercorre una vita in movimento, dal collegio a Cividale fino al ritorno a Codroipo, con il quotidiano come bussola fissa fin dai tempi di Zico per gli 80 anni della testata

Sara Palluello
Sergio Lena, Codroipo
Sergio Lena, Codroipo

È il 1958 all’ospedale di Udine. Un parto gemellare, cosa non così comune per l’epoca. I due fratelli crescono insieme a Codroipo fino ai dieci anni. Poi arriva una decisione di famiglia: separarli. «Mio padre disse che ero il più grande – racconta Sergio Lena – e così andai in collegio, destinazione convitto nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli». Si diplomò nel 1977, l’anno dopo il terremoto che aveva cambiato il volto del Friuli. Poi arrivò il servizio militare prima a Rieti per un corso specialistico NBC – nucleare, batteriologico, chimico; poi Attimis e infine Udine, al quartier generale, dove lavorò alla contabilità. Con il diploma di perito agrario trovò lavoro prima in Friuli e poi in una multinazionale del settore agricolo: Bologna, Padova, Verona, Vicenza. «Sul lavoro il mio motto era viaggiare» ricorda. Nel frattempo arrivò anche l’amore.

Nel 1983 sposò Adriana Burino. Ma per i primi due anni il matrimonio fu a distanza: lui a Codroipo, lei a Trivignano. In mezzo a tutti questi spostamenti, una costante: il Messaggero Veneto. «Quando lavoravo fuori regione lo leggevo solo quando tornavo a casa nel fine settimana – spiega –. Sabato e domenica, quasi per sbaglio». L’abitudine quotidiana nasce a metà degli anni Ottanta. «Quando sono tornato a lavorare in Friuli ho iniziato a fare come tutti: caffè al bar e giornale». Dal 1985 non ha più smesso. Il giornale lo legge sfogliandolo con calma. Si ferma sugli articoli che lo interessano e approfondisce. La politica, ma soprattutto la cronaca del territorio: Friuli, Codroipo, Cividale. E lo sport. «Ho sempre seguito il calcio, fin dai tempi di Zico».

Ma lo sport per Sergio non è stato solo da spettatore. Per anni è stato anche arbitro di basket, girando l’Italia per dirigere partite. Oggi il giornale continua ad arrivare ogni giorno. A volte glielo portano, altre volte lo recupera al bar. «Cerco sempre di essere tra i primi – ride – perché poi i vecchietti non lo mollano più». A casa, però, non tutti condividono la stessa passione. La moglie Adriana non lo legge: «Le racconto io le cose importanti». Il figlio di 37 anni lo sfoglia qualche volta quando è al bar, La figlia di 31, con bambini piccoli, ha poco tempo, ma per lui il giornale resta un punto di riferimento. «Per i friulani lo è sempre stato. Il furlan legge il Messaggero Veneto. Punto».

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