Monica Cairoli: «Dalla Carnia di mio padre al rito di Pordenone, il giornale è l'educazione allo sguardo critico»
La lettrice racconta l'eredità del padre corrispondente da Tolmezzo e il valore del cartaceo come esperienza sensoriale: una difesa della cronaca locale e della cultura per formare le nuove generazioni agli 80 anni della testata

A casa di Monica Cairoli il Messaggero Veneto è sempre stato molto più di un semplice giornale. Tutto ha inizio quando il padre, ancora giovanissimo, cominciò a collaborare come corrispondente locale da Tolmezzo. «Saranno stati gli anni Cinquanta e Sessanta – ricorda Monica – quando mio padre seguiva per il quotidiano eventi del territorio. Tra questi, uno dei più importanti era la cerimonia del tradizionale Bacio delle Croci a Zuglio, un appuntamento simbolico e profondamente sentito dalla comunità». In questo contesto è cresciuta anche Monica, per la quale leggere il giornale non era un’abitudine occasionale, ma un rito quotidiano. «Ho cominciato a leggere il giornale a partire dai 14 anni – racconta – quando mio padre mi disse che ero abbastanza grande per leggere gli articoli. Da quel momento abbiamo iniziato a leggerne insieme almeno uno al giorno. Un gesto semplice, ma carico di significato: un modo per educare allo sguardo critico, alla comprensione del mondo e al valore dell’informazione».
Con il passare del tempo, anche le modalità di lettura si sono trasformate. Monica ha sperimentato l’abbonamento digitale, attratta dalla comodità e dall’immediatezza, ma il richiamo della carta si è rivelato più forte. «Il cartaceo mi piace di più – spiega – perché le notizie e le immagini rendono di più. Sfogliare le pagine, soffermarsi sui titoli, leggere con calma le notizie locali, soprattutto quelle di Pordenone, offre un’esperienza più completa e coinvolgente».
Il giornale continua a essere acquistato nelle edicole di fiducia, in corso Vittorio Emanuele, punto di riferimento come quelle di Omar Biscontin e Antonella Feletto. Tra le pagine più amate, spicca la sezione cultura, apprezzata per la capacità di offrire approfondimenti e spunti di riflessione, accanto alla cronaca locale. «Oggi le notizie sono spesso dominate da toni negativi – osserva – e ci vorrebbe più spazio per racconti positivi. In questo scenario, il giornale locale mantiene un ruolo fondamentale, non solo come fonte di informazione, ma anche come strumento per rafforzare il legame con il territorio e affrontare una sfida cruciale: riavvicinare le nuove generazioni alla lettura e a un’informazione consapevole», conclude Cairoli.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto



