Pietro Nolgi: «Tra dolciumi, pappagalli e giornali, il Messaggero Veneto è la mia compagnia da sessant'anni»
Lo storico grossista di Pocenia racconta il rito del salotto e la passione per il calcio e gli animali: una vita scandita dalle pagine del quotidiano, conservate come un tesoro di famiglia per gli 80 anni della testata.

Pietro Nolgi ha 89 anni e vive a Pocenia. Oggi è in pensione, ma per tutta la vita ha gestito un ingrosso di dolciumi fondato nel 1972, un’attività che esiste ancora e nella quale lavorano figli e nipoti, proseguendo una storia familiare iniziata oltre mezzo secolo fa. Il suo rapporto con il Messaggero Veneto nasce intorno al 1960. All’epoca il lavoro gli lasciava poco tempo per leggere il giornale con calma, ma da circa trent’anni la lettura quotidiana è diventata un rito irrinunciabile: ogni giorno trascorre un paio d’ore seduto in salotto per sfogliarlo dall’inizio alla fine.
In casa Nolgi il giornale è sempre stato presente ed è diventato molto più di un quotidiano. La famiglia lo leggeva ogni giorno e Pietro è cresciuto vedendolo sul tavolo di casa, «quasi fosse parte dell’arredamento domestico» scherza. Una consuetudine tramandata di generazione in generazione: anche oggi i figli continuano a leggere il Messaggero, chi online e chi su carta. Non è raro, perciò, che in casa si trovino più copie del quotidiano dello stesso giorno.
«Il Messaggero mi tiene compagnia – racconta –. Leggo praticamente tutte le pagine per restare aggiornato su ciò che accade dentro e fuori dal territorio». Aspetta con curiosità le notizie quotidiane, un modo per affacciarsi sul mondo oltre la routine quotidiana. Le pagine che preferisce sono quelle sportive, soprattutto dedicate al calcio.
Pietro vive circondato dalla famiglia, dai giornali e da molti animali: galline, oche, anatre e soprattutto pappagalli, la sua grande passione. Ne possiede quasi un centinaio, di specie e colori diversi. Fino a qualche anno fa era lui stesso a occuparsi personalmente di tutto: dava loro da mangiare, puliva le gabbie e controllava che non mancasse nulla. Oggi non riesce più a farlo come un tempo, ma continua a contribuire come può, ordinando i diversi tipi di mangime necessari.
I giornali, invece, non li butta mai. Li conserva e li impila con cura in salotto, perché «non si sa mai che venga voglia di rileggere qualcosa – conclude –. Il Messaggero Veneto per me è più di un giornale, è una costante, una presenza, una compagnia irrinunciabile».
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