Aldo Delli Zotti: «Dalla finestra di casa vedo il nuovo ospedale, tra le pagine del giornale ne seguo la storia»

Il pensionato pordenonese racconta il suo rito al Caffè Roma: mezz'ora di tranquillità assoluta per sfogliare la cronaca e sentirsi parte della comunità, preferendo il riposo della carta alla tecnologia per gli 80 anni della testata

Milena Bidinost
Aldo Delli Zotti, Pordenone
Aldo Delli Zotti, Pordenone

«Durante la mia mezz’ora quotidiana al bar, il vostro giornale mi tiene compagnia: lo leggo integralmente, dall’inizio alla fine: dalla cronaca locale ai fatti di nera, passando per la cultura sino ai necrologi, che consulto con attenzione. Anche quelli fanno notizia».

Aldo Delli Zotti, 76 anni, vive a Pordenone nei pressi dell’ospedale. La sua abitazione si affaccia sulla nuova struttura sanitaria, che ha visto nascere e crescere dalle fondamenta. «Tra le notizie che ho seguito con più coinvolgimento in questi anni ci sono state proprio quelle relative a quest’opera: un tema che mi tocca da vicino».

Il suo legame con il Messaggero Veneto ha però radici più profonde, si è consolidato negli ultimi vent’anni, ovverosia con l’arrivo della pensione che ha concesso più tempo libero. «Lo leggo rigorosamente in formato cartaceo – racconta il 76enne – non sono un tipo tecnologico e, soprattutto, trovo che sfogliare le pagine sia più piacevole e riposante per la vista».

Ogni giorno, Aldo raggiunge a piedi il Caffè Roma di via Montereale per la sua consueta pausa caffè in compagnia del quotidiano, uno dei giornali che le titolari mettono a disposizione dei clienti insieme alla Gazzetta dello Sport. «Ogni tanto incontro qualche conoscente e scambio due chiacchiere; il tempo al bar passa piacevolmente anche così».

Qualche suggerimento? «Non ne ho – conclude – il giornale è leggibile, racconta bene la vita della regione e del territorio provinciale, dando spazio alle realtà locali. Dedica spazio anche alla redazione scuola. Leggere il Messaggero è per me un momento di pura tranquillità: mi permette di restare aggiornato e, al tempo stesso, di sentirmi parte della comunità passando un po’di tempo fuori casa».

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