Paolo Mogno: «Il giornale è stato la mia bussola per sentirmi a casa a Pordenone»

Dalla pellicceria di Corso Vittorio Emanuele, il racconto di Paolo Mogno e Daniela: quasi quarant'anni di fedeltà al quotidiano, tra rito del mattino e radici nel territorio in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Laura Venerus
Paolo Mogno, Pordenone
Paolo Mogno, Pordenone

Paolo Mogno ha cominciato a leggere il Messaggero Veneto nel 1986 e da allora non ha più smesso. Una fedeltà lunga quasi quarant’anni, da quando cioè si è trasferito da Padova a Pordenone. È stato proprio il quotidiano, infatti, il suo primo vero approccio al territorio pordenonese, uno strumento prezioso per orientarsi e conoscere la realtà della nuova città in cui ha deciso di vivere.

«Leggere le pagine del Messaggero Veneto – ha raccontato Mogno – mi ha aiutato a capire meglio Pordenone e a sentirmi, giorno dopo giorno, sempre più a casa». Un rapporto che nel tempo si è consolidato e che oggi rappresenta un appuntamento irrinunciabile della sua quotidianità.

In questi quarant’anni Paolo è diventato un lettore costante e assiduo del giornale assieme a Daniela: i due gestiscono il negozio di pellicceria, storica attività affacciata sul centrale corso Vittorio Emanuele. Ed è proprio nell’edicola attigua, quella di Antonella Feletto, che Paolo acquista ogni mattina la sua copia del quotidiano. «È un vero e proprio rituale – ha spiegato – che si ripete dal martedì al sabato, quando il negozio è aperto. La giornata si inizia sempre con l’acquisto e la lettura del Messaggero Veneto, poi si va a lavorare. La domenica e il lunedì, quando siamo chiusi, continuo comunque a informarmi leggendo le notizie online».

Tra le pagine che apprezza maggiormente ci sono le cronache regionali e comunali, quello spaccato di vita quotidiana che spesso sfugge ai grandi quotidiani nazionali, ma che rappresenta una linfa vitale per un giornale profondamente radicato nel territorio come il Messaggero Veneto. «Leggo un po’ tutto – ha aggiunto – tranne lo sport, che non mi interessa particolarmente. Mi soffermo soprattutto sulle notizie più locali, quelle che riguardano Pordenone, la provincia e l’intera regione».

Quanto a cambiamenti o suggerimenti, Paolo non ne sente il bisogno: ritiene che il giornale, per qualità degli approfondimenti, varietà delle rubriche e attenzione ai temi del territorio, risponda già pienamente alle esigenze dei lettori. Un giudizio positivo che rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro quotidiano svolto dai giornalisti del Messaggero Veneto.

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