Paolo e Lucia: «63 anni di matrimonio e di Messaggero Veneto, leggiamo insieme per allenare la mente»

La straordinaria quotidianità di una coppia di Basaldella: lei legge ad alta voce per lui, che ha perso la vista, trasformando il giornale in un atto d'amore quotidiano per gli 80 anni del quotidiano

Sara Palluello
Paolo e Lucia Degano, Basaldella
Paolo e Lucia Degano, Basaldella

Alle 6.30 del mattino, a Basaldella, il giornale è già nella cassetta della posta. Nella casa di Paolo Degano, 86 anni, il Messaggero Veneto è presente ogni giorno dal 25 aprile 1962. Non una data a caso: è il giorno del suo matrimonio con Lucia. «Cinque anni dopo averla conosciuta l’ho sposata – racconta –. Da allora il giornale non è mai mancato. Pasian di Prato, Udine, Feletto, Basaldella: in ogni casa in cui abbiamo abitato».

Paolo ha sempre lavorato. Prima in magazzini di drogheria e articoli sanitari, quando la vista ancora resisteva. Poi, quando gli occhi hanno cominciato a tradirlo, ha cambiato strada: centralinista non vedente tra Trieste e Udine. Gli ultimi quattordici anni alla Banca del Friuli. Oggi è completamente cieco. E senza gambe. Lucia, sua moglie da 63 anni, combatte invece con una demenza senile che sfiora l’Alzheimer. Eppure, ogni mattina, continuano a “leggere” il giornale insieme. A dire il vero è lei che lo legge a lui. «Le cose principali subito – spiega Paolo – e poi il resto». Si va avanti fino alle 11. A lui piace tutto: sport, cronaca, politica, storie di paese. Lucia preferisce «le cose d’amore, la televisione».

Lo legge ad alta voce, quasi come un esercizio necessario. «Non ci sono medicine – dice lui –. È l’unica cosa per tenere in allenamento il cervello». Si aiutano così, a vicenda. Un giorno legge lei per lui. Un altro giorno lui sostiene lei con la memoria delle abitudini. Una volta facevano anche le parole crociate. Poi hanno smesso. Resistono il giornale e la televisione. «Sono affezionato. 63 anni di servizio», dice Paolo con l’orgoglio di chi considera la fedeltà una virtù concreta. Sorride e aggiunge, da friulano doc: «C’è qualche regalo per la costanza del Messaggero Veneto? Magari una cassa di vino».

Erano in cinque in famiglia, poi i figli sono cresciuti, si sono sposati, hanno preso la loro strada. Quando tornano a casa, scherza Paolo, «vengono qui a leggere in Messaggero a sbafo». Restano loro, però, Paolo e Lucia. Un matrimonio che continua ogni mattina, tra le pagine sfogliate lentamente. «Orgogliosi di andare a finire sul Messaggero Veneto – dicono –. Per noi è un grande onore».

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