Antonio Vena: «Tra pennelli e foglie d'oro, il giornale alle 7.10 è il rituale prima di scrivere le mie icone»
Il maestro iconografo di viale Grigoletti racconta la passione per l'arte sacra e il legame ventennale con il Messaggero Veneto, bussola quotidiana tra il laboratorio di Pordenone e i corsi in tutta Italia

La giornata di Antonio Vena comincia tutti i giorni seduto puntuale alle 7.10 al bar Smile accanto al suo laboratorio in viale Grigoletti, con una copia del Messaggero Veneto tra le mani. «Lo leggo ogni giorno – racconta – sia per le notizie nazionali sia per quelle provinciali: lo trovo completo». Oltre a essere un assiduo lettore del quotidiano, Vena – classe 1964 – è un maestro iconografo che dal 1998 si dedica interamente all’arte sacra. Nel suo laboratorio realizza tavole dipinte a mano con tecniche tradizionali e grande pazienza. E all’arte affianca l’insegnamento: organizza infatti corsi di iconografia e di doratura, spesso ospitati in parrocchie e associazioni.
Prima di immergersi nella scrittura delle icone, come viene chiamata nella tradizione iconografica, la lettura del quotidiano è diventata negli anni un rituale indispensabile per restare aggiornato. «Da oltre vent’anni – spiega – non manca mai il momento del Messaggero Veneto». Gli orari in laboratorio sono flessibili: tra realizzazione delle opere e attività didattica, Vena si sposta spesso anche fuori città per tenere corsi e incontri. Il laboratorio resta però il suo punto di riferimento, il luogo in cui oltre vent’anni fa ha trasformato una passione in professione.
L’anno scorso l’iconografo è stato invitato anche in una trasmissione televisiva per parlare di icone insieme al fratello, don Andrea Vena. «Mi ha fatto piacere leggere sul giornale alcuni servizi dedicati alla mia professione – aggiunge – perché si tratta di un ambito di nicchia che non tutti conoscono. E mi fa piacere anche quando il Messaggero parla di mio fratello e del lavoro che svolge in Vaticano».
Quanto a possibili cambiamenti, Vena non ne avverte la necessità: a suo avviso il giornale risponde già pienamente alle esigenze dei lettori, offrendo un’informazione a 360 gradi. «Ad agosto sarò in un bellissimo monastero in Toscana – annuncia entusiasta – per un corso base di iconografia di una settimana, invitato da Fra Matteo Scarsella, anche lui pordenonese». E se per la pensione «la strada è ancora lunga», per Vena le certezze restano le sue icone e l’appuntamento con il quotidiano che quest’anno celebra 80 anni dalla fondazione.
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