Paola Valentini: «Il Messaggero mi accompagna da una vita con la stessa affidabilità di sempre»

Il racconto di Paola Valentini, storica dipendente del Comune di Pordenone, e il suo rito quotidiano tra edicola e cronaca cittadina in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Laura Venerus
Paola Valentini, Pordenone
Paola Valentini, Pordenone

Paola Valentini è lettrice del Messaggero Veneto almeno dal 1964, quando cioè è entrata come dipendente nel municipio di Pordenone e, prima di sedersi in ufficio, aveva avviato una daily routine che prevedeva la fermata all’edicola Feletto e poi l’espresso da Bruno Redivo del Caffè Municipio. Solo dopo questi due appuntamenti immancabili poteva cominciare la giornata lavorativa, con il giornale sotto braccio per essere sempre aggiornata su quanto accadeva attorno a lei.

Oggi Paola non lavora più, ma il piacere del Messaggero Veneto acquistato all’edicola di Antonella Feletto – la cui mamma è una sua grande amica – è ancora un imperativo quotidiano. La incontriamo proprio lì, sorridente, mentre scambia due parole prima di tornare a casa con la sua copia fresca di stampa. «Compro il giornale da Antonella, per me è un rituale a cui non manco e che ricordo fin dai tempi di sua mamma – racconta Paola Valentini –. È un gesto semplice, ma racchiude amicizia, abitudine e il desiderio di restare informata. Poi lo leggo con calma a casa».

Alla lettrice piace soprattutto la cronaca locale. «Le prime pagine le sfoglio per farmi un’idea generale, poi mi soffermo sulla cronaca. In particolare, mi interessa quello che succede in città e nell’hinterland». Le pagine della cronaca locale offrono sempre spunti interessanti: le decisioni dell’amministrazione, i lavori pubblici, le iniziative culturali, le storie delle persone. Non mancano, inoltre, le incursioni nelle pagine culturali: mostre, presentazioni di libri, eventi teatrali. «La cultura è un nutrimento – dice – e il giornale offre sempre spunti utili».

Lo sport di solito lo salta, anche se ammette un’eccezione: «In questi giorni ci sono le Olimpiadi e allora mi soffermo a leggere le imprese dei nostri sportivi. È bello condividere l’orgoglio per i risultati italiani. Di solito invece sono pagine che non leggo».

Nessuna critica da parte sua: a lei il Messaggero Veneto va bene così com’è, con le sue pagine, il formato pratico, il full color e quell’evoluzione che nel tempo lo ha reso il quotidiano di riferimento per il territorio. «Mi accompagna da una vita – conclude – e continua a farlo con la stessa affidabilità di sempre».

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