Onorina Moro: «Nessuno parla della provincia come il Messaggero, lo porto anche in sede agli Alpini»

Il racconto di Onorina Moro, 79 anni, tra la passione per l'Udinese e il rito di condividere la copia cartacea con la comunità di Tolmezzo in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Sara Palluello
Onorina Moro, Tolmezzo
Onorina Moro, Tolmezzo

«Perché nessun altro parla davvero della provincia». In questa frase c’è tutto il senso del profondo legame che unisce Onorina Moro al Messaggero Veneto. Per lei, infatti, il giornale non è mai stato soltanto un giornale, ma è un modo per sapere le cose che riguardano la propria terra, il proprio paese e le tradizioni che resistono al passare del tempo.

Onorina ha 79 anni, è nata a Paularo e vive a Tolmezzo, dove si è sposata e ha messo radici. Prima della pensione ha lavorato come segretaria in un ambulatorio medico. È rimasta vedova, vive vicino al figlio e all’attività della figlia, e in famiglia il giornale è una presenza condivisa: «lo leggono anche loro ogni giorno» dice. Per i nipoti, invece, è troppo presto. «sono troppo giovani per leggerlo – spiega –: hanno 13, 11 e 4 anni». Lei lo compra in edicola da quasi 50 anni e lo porta a casa. «È una delle prime cose che faccio. È un momento tutto per me, in cui nessuno mi disturba». Vuole silenzio e calma: se c’è confusione, dice, non ci si concentra e si capisce una cosa per un’altra.

Lo sfoglio inizia dalla cronaca locale: Alto Friuli, Gemonese, i paesi, le storie vicine. Poi lo sport «sono tifosa di calcio e le notizie sull’Udinese non le perdo mai, anche se la partita la vedo in televisione la sera prima» e poi i necrologi «c’è sempre qualcuno che manca che ho conosciuto». «A me piace così com’è il nostro giornale – afferma –. Ha tutto, non gli manca niente», anche se fa un paio di appunti sul formato «una volta era più grande, le fotografie si vedevano meglio» e sulla pubblicità. Quando finisce di leggerlo, Onorina non lo mette via, diffonde la conoscenza: lo regala a conoscenti e amici.

Chissà che giro fa, in quante mani diverse passa, quanti occhi si nutrono di quelle pagine. E il lunedì lo porta anche agli alpini. È volontaria, frequenta la sede Ana del Gruppo Tita Copetti, va a comprare il Messaggero Veneto e lo porta lì, «perché tutti quelli che vengano possano leggerlo». Un altro giro di notizie, un altro pezzo di comunità che si tiene insieme. E se dovesse capitarle di non trovarlo in edicola? Onorina non si arrende: prende il telefonino, va sul sito e si informa lì. È una fedelissima. «Non mi importa degli altri giornali – conclude – cerco solo il nostro e le nostre notizie»

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