Nicola Santin: «Meno calcio e più spazio agli altri sport, il volley è la mia prima lettura quotidiana»

L'ex stella della pallavolo di Prata racconta il legame con la carta stampata della "generazione di mezzo" e la sua passione per le cronache olimpiche in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto.

Rosario Padovano
Nicola Santin, Prata di Pordenone
Nicola Santin, Prata di Pordenone

Nicola Santin lo conoscono un po’ tutti a Prata, ma anche a Pordenone. È uno sportivo, una gloria della pallavolo locale. Sempre col sorriso sulle labbra, affrontava le difficoltà con grande determinazione. Ha 42 anni e si interessa di sport e di bella vita. Ma anche della cronaca locale. Ama divertirsi, con moderazione rispetto forse al passato. Vive a Prata ed è un lettore fidato del Messaggero Veneto e rappresenta una generazione di mezzo, tra quelli cresciuti senza il digitale e quindi con la carta stampata sin dall’infanzia e coloro che invece apprendono le notizie attraverso il cellulare, il computer o il tablet.

«Mi ritengo un lettore abbastanza assiduo, anche se non riesco magari a prendere il giornale tutti i giorni – racconta Nicola Santin, cittadino di una zona del Friuli che tende più al Veneto –. Leggo un po’ tutto, in particolare le notizie che mi interessano. Mi soffermo spesso anche sulle notizie di carattere nazionale, non per forza solo su quelle che riguardano Pordenone e la sua provincia».

Ma secondo Santin la cronaca locale viene curata dal giornale con la giusta capillarità? «Quando mi metto a cercare informazioni sulla mia zona le trovo sul Messaggero Veneto, ritengo che lo spazio dato al nostro territorio sia sufficiente. Di solito però non mi soffermo sulla politica, sulle cose amministrative, bensì su altre pagine. Per esempio quelle sportive. Essendo uno sportivo, un ex giocatore di pallavolo. Mi “fiondo” sempre sulle ultime pagine appena ho il giornale tra le mani. Mi soffermo sul volley, chiaramente».

E qui Santin fa una riflessione di carattere generale. «Trovo che il calcio abbia tanto spazio, anche se capisco che sia lo sport più popolare in Italia. Io ribalterei questa situazione “imperante” nel nostro Paese. Non voglio mica abolirlo, intendiamoci, è assolutamente degno di interesse, ma preferirei avesse meno spazio. Vorrei in fondo, come desiderio, si parlasse in generale nei media più ampiamente anche di altri sport, perché la gente secondo me è interessata un po’ a tutte le discipline, la pagina di sport è sempre molto letta. Le recenti Olimpiadi invernali ne sono un esempio: sono state seguite da tantissimi appassionati».

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