Nello Coppeto: «Dalla bottega al bar, il giornale è un rito che profuma di carta e responsabilità civile»
Lo storico orafo di Borgo Gemona, oggi "dipendente INPS", racconta cinquant'anni di vita artigiana e l'impegno per la città attraverso le pagine del quotidiano in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Nello Coppeto ha 69 anni e tre mesi. Per oltre mezzo secolo, 51 anni e qualche mese, ha fatto l’orafo. E dal 5 maggio 2025 è «dipendente Inps». Scherza Nello, scherza su tutto. Anche nel suo modo di raccontarsi. «Ho preso il bingo della vita e ho ceduto la mia attività a una ragazza giovane e bravissima che porterà avanti la mia storia» dice, ricordando attimi di una vita vissuta tutta dentro lo stesso quartiere: borgo Gemona.
Ha iniziato giovanissimo, a 13 anni. E proprio in quella prima bottega artigiana è nato anche il suo rapporto con il Messaggero Veneto. Il suo primo titolare, Alberto Miani, aveva un’abitudine precisa: prima di aprire la bottega si fermava al bar. Caffè e giornale. Sempre. «Mi è rimasto dentro il profumo della carta, il rumore delle pagine che si sfogliavano. Quel suono, quasi una musica, è diventato memoria. Prima curiosità, poi abitudine, infine bisogno». Con i libri, dice sorridendo, fa più fatica. Il giornale invece no: quello è compagnia. Dopo il militare, vissuto proprio durante il terremoto del 1976, torna a Udine e trova un nuovo titolare. Dopo qualche anno decide di mettersi in proprio.
La bottega nasce in via Gemona e si trasferirà poi in via Tiberio Deciani. La sua vecchia quotidianità era fatta di lavoro artigiano e quel gesto imparato da ragazzo. Sedersi al bar. Ordinare il caffè. Aprire il Messaggero Veneto. «Ovunque mi trovi, anche in ferie, il giornale deve esserci» dice. Per Nello leggere non è solo piacere. È anche responsabilità civile. È stato presidente regionale della CNA e oggi è presidente dell’associazione San Valentino di Borgo Pracchiuso. Ruoli che richiedono attenzione alla città, alle persone, ai cambiamenti. Per questo alle 7.30 del mattino vuole già sapere cosa succede: cronaca locale, politica, notizie nazionali. «Ogni mattina vado in via Gemona, al Bar Barbara 2, davanti all’ex caserma dei carabinieri. Le titolari ormai lo sanno: quel tavolino è il mio ufficio. Arrivo, mi siedo, e il caffè arriva senza bisogno di ordinarlo» racconta. Il Messaggero Veneto lì non appartiene a nessuno e allo stesso tempo è di tutti. E così diventa lui, in famiglia, l’incaricato di raccontare le notizie di giornata alla compagna e al fratello gemello.
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