Marta Del Piero: «Ho lasciato il posto fisso in banca per aiutare gli altri, il giornale mi ha dato il coraggio»
Dallo sportello bancario alla professione di operatore sociosanitario: la storia di cambiamento di Marta Del Piero e il valore delle relazioni umane in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Le professioni cambiano, le buone letture no: Marta Del Piero sceglie da sempre il Messaggero Veneto nella pausa caffè per l’informazione quotidiana e nel lavoro, ama le sfide. Anche quando c’è in ballo il posto sicuro in banca, che ha lasciato per dedicarsi alla professione di operatore sociosanitario.
«Lettrice affezionata del Messaggero Veneto che non ho mai tradito perché mi aggiorna sul territorio e offre informazioni utili – si presenta Marta Del Piero –. Però la professione è un’altra cosa: si può cambiare. Ho lasciato il posto in banca, per seguire la mia vocazione e passione. Un lavoro a contatto con gli altri per sentirmi utile». Un salto che ha rimesso in gioco certezze, prospettive, progetti e orizzonti. «Lavoravo agli sportelli bancari in giro a Sacile, a Roveredo – ha ricordato – poi a Valvasone. Ma non ero soddisfatta e ci ho pensato su. La decisione: mi sono licenziata».
Una storia di vita e di cambiamento intrapreso con coraggio. «Una scelta – dice – da raccontare al Messaggero Veneto perché posso ispirare al coraggio, gli altri che sono al crocevia nella vita professionale». Quella di Marta è una scelta sociale: per aiutare gli anziani, adolescenti e chi è in difficoltà. «La cronaca sulle colonne del Messaggero Veneto riporta, a volte, le storie di scelte speciali che sono uno specchio della ricerca di una vita autentica – ha continuato –. Mi rifletto un po’nelle scelte altrui: mi sono licenziata per trovare spazi di relazione diversi. La formazione che ho seguito alla Fondazione Opera Sacra Famiglia, in Comina a Pordenone istituita con fondi europei in mille ore, è stata un corso per Oss. Un nuovo traguardo: posso dedicarmi ai servizi alle persone».
Si occupa di anziani, progetti territoriali da sviluppare a Valvasone e altrove con associazioni, enti locali, persone che desiderano restare anche a 90 anni a casa e hanno bisogno di aiuto. «Ho investito in una startup per fare decollare il mio progetto professionale e sono contenta – ha spiegato la Oss –. Seguo persone che si ricordano di me dietro allo sportello bancario e spiego la scelta in una battuta: è meglio occuparsi di relazioni umane, al posto di danaro e conti correnti».
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