Zia e nipote all'Iveco di Gemona: «Alle 6 in punto, il giornale è il nostro rito per iniziare la giornata»
Tra officina e uffici, Marirosa e Mauro Di Giusto condividono da vent'anni la lettura del Messaggero Veneto: percorsi diversi tra sport e politica, uniti dalla passione per il territorio e da un pizzico di ironia friulana

Le cose semplici sono le più belle, soprattutto se condivise. Ogni mattina, alle 6 in punto, prima ancora che l’officina si riempia del rumore dei mezzi pesanti e delle telefonate della giornata, nell’ufficio dell’Iveco di Gemona zia e nipote – in simultanea – aprono il Messaggero Veneto. Marirosa e Mauro Di Giusto, 63 anni lei e 47 lui, lavorano insieme nell’azienda di famiglia, tra pratiche amministrative, contabilità e organizzazione quotidiana dell’officina.
Ma prima di ogni altro lavoro, viene il giornale. Ognuno dei due compra la propria copia. Iniziano a leggere. Mauro parte sempre dallo sport: «Risultati, classifiche, il calcio del Carnico e, immancabilmente, le vittorie di Jannik Sinner» dice. Poi procede a ritroso, pagina dopo pagina, fino alla prima. Marirosa, invece, fa il percorso opposto: «Apro dalla copertina e attraverso con metodo politica internazionale, cultura e approfondimenti, fino ad arrivare alle previsioni meteo».
Prima o poi, però, i due percorsi si incrociano: «Di solito sulle pagine economiche». Oppure, se Mauro corre più veloce, sulla politica regionale. È lì che iniziano i commenti, le osservazioni, le discussioni che accompagnano l’avvio della giornata.
«Naturalmente ci si ferma sulla cronaca locale: l’occasione è sempre valida per scambiarci delle opinioni o per commentare l’ottimo lavoro svolto da alcune amministrazioni comunali» afferma sorridendo Mauro, dal suo ruolo di consigliere comunale a Gemona.
Freddo o caldo, pioggia o sole, da gennaio a dicembre, questo appuntamento si ripete da almeno quindici anni. Per Marirosa praticamente da sempre – «Quasi da quando il giornale esiste» – per Mauro da una ventina d’anni. Per i due è un bel modo per iniziare insieme la giornata.
Scorrendo la pagina dei necrologi, tra un silenzio e un sorriso complice, arriva la frase che chiude il rito mattutino, metà ironia e metà gratitudine: «Ancje uei i sin da bande iuste dal gjornal” (anche oggi siamo dalla parte giusta del giornale)». Un modo semplice, friulano e profondamente umano per ricordarsi che, anche alle sei del mattino, la fortuna più grande è godersi la vita insieme davanti alle pagine del Messaggero Veneto.
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