Marcello Merlino: «Il giornale è indispensabile per orientarsi e capire come sta andando l'economia»
Il racconto di Marcello Merlino, ex imprenditore del settore alimentare, tra l'eredità della nonna Delfina e il valore dell'approfondimento cartaceo in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Per quarant’anni Marcello Merlino, 69 anni, di Pozzuolo del Friuli, ha macinato chilometri in auto come rappresentante di salumi e formaggi, nel mondo dei generi alimentari “freschi freschissimi”, come li chiama lui. Prima come venditore, poi come titolare d’azienda, ha lavorato con grandi marchi dell’alimentare e per vent’anni ha servito con la sua ditta di Gemona, la Carnia Service, la montagna friulana, cinque province della regione e anche una parte del Veneto. Un lavoro fatto di numeri, scelte, rapporti umani e attenzione a quello che succedeva nel mercato e nel territorio. Dentro questa vita sempre in movimento, il Messaggero Veneto non è mai mancato. «So che l’ho sempre letto» dice. A casa sua il giornale arrivava grazie alla nonna Delfina, ed era lei la prima a sfogliarlo ogni giorno. «Aveva il suo ordine preciso – racconta Marcello –: prima i necrologi, poi l’attualità e quello che succedeva in regione».
Oggi lui il giornale lo legge tutti i giorni: parte dalla prima pagina; poi, se c’è qualcosa che lo colpisce nei titoli principali, si ferma a leggere. Ma quasi subito va dove sa di trovare quello che per lui conta di più: le pagine di economia. «Mi fa piacere tenermi aggiornato sull’andamento: per chi come me ha passato una vita a lavorare con multinazionali, concessionarie, clienti e territori diversi, capire come si muove l’economia è sempre stato parte del mestiere». Poi c’è lo sport. L’Udinese, prima di tutto, e anche il basket: «Seguo l’Old Wild West, anche se non vado al Carnera perché ho l’abbonamento in televisione. Sul giornale leggo le interviste, gli approfondimenti, e quello che trovo mi sembra veritiero». C’è fiducia nel lavoro dei giornalisti, nella capacità di raccontare le cose per come sono. E, come faceva anche nonna Delfina, alla fine un’occhiata ai necrologi la dà sempre. Il giornale in casa c’è, ma le abitudini sono cambiate: «Mio figlio, 32 anni, vive soprattutto di YouTube e computer. A volte capita che mi dica: “sai che è successo questo?” ma io l’ho già letto due giorni prima». Due tempi diversi dell’informazione. Per Marcello, però, il giornale resta indispensabile per orientarsi nella vita di tutti i giorni:«Se non leggi, se non ti informi, come fai a sapere come andare avanti?».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto



