Luigi Tomadini: «Senza il giornale mi sento disorientato, è il mio legame vitale con Pordenone»

L'imprenditore e presidente della "Pordenone pedala" racconta il rito della carta sulla scrivania e quella volta che un'intervista sul Messaggero Veneto gli portò nuovi clienti in occasione degli 80 anni del quotidiano

Laura Venerus
Luigi Tomadini, Pordenone
Luigi Tomadini, Pordenone

Luigi Tomadini è lettore del Messaggero Veneto da almeno vent’anni. Un rapporto quotidiano, fedele, quasi rituale, che accompagna le sue giornate sin dal mattino presto. Noto imprenditore, Tomadini è conosciuto anche per il suo impegno nel mondo del ciclismo amatoriale come presidente della Pordenone pedala, incarico raccolto dal mitico Demetrio Moras.

«Lo leggo ogni giorno da vent’anni – racconta –. La mattina presto passo nell’edicola di Antonella Feletto per acquistare la mia copia. Poi vado in ufficio, lo appoggio sulla scrivania e comincio a sfogliarlo. Decido cosa leggere subito e cosa rimandare a un momento più tranquillo». Il legame con il quotidiano si rafforza soprattutto quando, per impegni, si trova fuori città. «Quando non riesco ad acquistarlo mi sento disorientato – ammette –. Ho la sensazione di perdermi qualcosa, di non essere aggiornato su ciò che accade a Pordenone e nei comuni della Destra Tagliamento. Il giornale mi permette di restare connesso con il territorio».

Nonostante la diffusione delle piattaforme digitali, Tomadini resta fedele alla carta stampata. «Acquisto solo il giornale cartaceo – sottolinea – perché mi piace toccarlo, averlo in mano, vedere l’impostazione delle pagine, le fotografie, i titoli. È un’esperienza diversa rispetto allo schermo. Prima o poi dovrò cedere anch’io all’abbonamento on line, ma per ora resisto e continuo a comprare la mia copia in edicola».

Nel corso degli anni, il quotidiano è stato anche un’opportunità professionale. «Ricordo uno speciale realizzato in collaborazione con la Camera di commercio – racconta – nel quale era stata pubblicata una mia intervista sull’attività di produzione della pasta. Grazie a quell’articolo sono stato contattato da un cliente di Udine: aveva letto della mia azienda, gli era piaciuta la nostra realtà e così abbiamo cominciato a collaborare».

Per Luigi Tomadini, la forza del Messaggero Veneto sta proprio qui: nel racconto puntuale di ciò che accade in città, nell’attenzione alle persone, alle associazioni, alle imprese. «Siete sul pezzo – conclude –. Date voce al territorio e a chi lo vive ogni giorno. È questo che fa la differenza e che rende il giornale un punto di riferimento stabile nella comunità».

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