Luciana Zuliani: «Senza il giornale non saprei cosa fare, gli dedico una poesia per i suoi 80 anni»
Dalla fabbrica di mobili alla passione per le rime: l'ex infermiera di Campoformido racconta il suo pomeriggio in compagnia del quotidiano in occasione dell'anniversario del Messaggero Veneto

Un giornale. Un appuntamento quotidiano. Una presenza familiare. Per Luciana Zuliani il Messaggero Veneto è tante cose. Luciana ha 86 anni, ora casalinga e pensionata ma quando lavorava è stata «infermiera in maternità, poi operaia alla fabbrica di mobili Lorenzon di Campoformido». Oggi si dedica alla casa, all’orto, al giardino. E aspetta che il marito Rinaldo Sattolo porti a casa il Messaggero Veneto. È lui che lo compra ogni giorno per portalo in sartoria, a Santa Caterina, dove aspetta alcuni amici.
Poi il pomeriggio Rinaldo torna a casa e il giornale tocca a Luciana. «Sono tanti anni che lo leggo. Da quando ero giovane do sempre un’occhiata». Le piace un po’ tutto, ma soprattutto le notizie positive: «Le storie che fanno stare bene». Guarda lo sport – ricorda con entusiasmo le Olimpiadi – controlla il meteo, legge l’oroscopo, scorre la cultura, il cinema, gli spettacoli. «Non saprei dove andare, cosa fare, se non lo avessi» confessa.
Leggere, per Luciana, significa anche scrivere. Ha composto una settantina di poesie. Le amiche, quando festeggiano un compleanno o un anniversario, le chiedono sempre qualche verso. E lei poteva non fare altrimenti anche per l’80º del Messaggero Veneto?
Ecco la sua rima baciata: «Io ti leggo a cuor sincero, son tante novità davvero. Saranno belle forse brutte da accertarsi su tutte. Alle dieci penso andar, mi dirigo verso il bar, con le amiche certo che, ci gustiamo un buon caffè. C’è il Mess, ti vedo: salve! Con notizie ancora calde, già seduta e col pensiero, ora sfoglio il Messaggero. Già adocchiato in sartoria, il pomeriggio a casa mia, da leggere così costante, quel giornale importante. Uno sguardo alla cultura, cinema, teatro e scrittura, oscar, statue con onore sempre al miglior attore. Certo gli orari messi su, radio, teatri, opere e TV, per farmacie e dottori, gli orari sono fuori. Ma poi la cronaca nera certo leggerla non è maniera, guardi amori, tesori, conviene sono quelli che fanno star bene. Ecco arriva il pomeriggio ed il tempo si fa bigio, questo è il tempo ideale per rileggere il giornale. Ora termino lo scritto sei friulano non straniero, ottanta auguri d’anniversario mio carissimo Messaggero».
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto



