I ragazzi del Csre di Laipacco: «Leggere insieme il giornale ci aiuta a pensare e a dare voce alle nostre emozioni»

Nel centro socio-riabilitativo udinese la lettura post-prandiale è un rito collettivo per quattordici persone: un esercizio di memoria, cittadinanza e fantasia che celebra gli 80 anni del Messaggero Veneto.

Sara Palluello
I ragazzi del Csre di Laipacco
I ragazzi del Csre di Laipacco

Per qualcuno leggere il giornale è un’attività di gruppo. Che unisce e crea relazione. È così per i ragazzi del Centro socio-riabilitativo educativo (Csre) di Laipacco. Qui il Messaggero Veneto lo leggono, insieme, in quattordici. Ogni pomeriggio, dopo pranzo, il giornale viene aperto e diventa una lettura a più voci, commentata, discussa, a volte perfino dibattuta. Al centro ci sono quattordici persone tra i 29 e i 65 anni, sette donne e sette uomini.

La giornata è piena di attività: ginnastica, mosaico, musica, scrittura al computer. Si preparano ricette, si imparano piccole faccende domestiche. Quando arriva la bella stagione c’è anche l’orto da curare. E poi ci sono le passeggiate. «Usciamo spesso a camminare – raccontano – e il venerdì andiamo a bere il caffè». Ma uno degli appuntamenti più attesi resta la lettura postprandiale.

Il Messaggero Veneto arriva dall’unico punto vendita rimasto nel quartiere: il bar Al Caminetto. È lì che viene acquistato ogni giorno. «Il signore del bar ce lo porta sempre gentilmente» spiegano. Si leggono le notizie dal mondo, la guerra, quello che succede fuori dall’Italia, ma anche e soprattutto la cronaca vicina. Udine, i paesi, i quartieri. «Ci interessa sapere cosa succede intorno a noi». Non mancano altri interessi. L’ambiente, per esempio. Lo sport. Le mostre, i musei, i film che si potrebbero andare a vedere insieme. Poi ci sono le rubriche irrinunciabili e gli argomenti che fanno viaggiare con la fantasia: il turismo, il mare, le spiagge di Lignano.

«Leggere il giornale ci aiuta a pensare e a esprimere le nostre emozioni». Per gli educatori del centro è molto più di una semplice lettura. È un esercizio cognitivo vero e proprio. Seguire una notizia, ricordarla, ritrovarla nei giorni successivi quando emergono nuovi sviluppi. Tenere a mente ciò che si è letto. Riconoscere i collegamenti. «Usiamo la memoria a breve e a lungo termine. E i ragazzi sono molto bravi: molti fanno domande, vogliono capire cosa succede intorno a loro». Il gruppo si dispiace della «scomparsa del cruciverba» equilibrato da una piccola soddisfazione: «Il ritorno dei programmi televisivi perché noi il QR code non lo sappiamo usare».

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