Lorenzo Londero: «Il giornale tra un caffè e il lavoro, vorrei una vignetta con i detti friulani»
Il punto di vista di un lettore di 23 anni: Lorenzo Londero racconta il rito quotidiano al bar prima di timbrare il cartellino e la sua teoria sui diversi tipi di lettori in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Non è vero che i giovani non leggono e non si informano. Lo fanno in modo diverso, scegliendo tempi e luoghi che si addicono di più alla loro vita. Lorenzo Londero, 23 anni, ne è l’esempio. Ogni mattina da Gemona prende il treno per Udine, dove lavora in un centro di assistenza agricola. Prima di timbrare il cartellino, però, c’è una cosa alla quale non rinuncia: il caffè al Cortina, in via Savorgnana. È lì che si danno appuntamento lui e il Messaggero Veneto. «Lo incontro al tavolo dove vado a bere il caffè due volte al giorno – racconta –. Mattina presto e, se capita, anche nel pomeriggio». Lo legge lì ogni giorno assieme a colleghi e amici, partendo dalle prime pagine, quelle relative alla politica italiana ed estera: è quello che lo interessa davvero. Poi fa un balzo deciso e fila dritto alla provincia sulla pagina dedicata al Gemonese, per vedere cosa succede “a casa”. La cronaca di Udine lo cattura se ci sono notizie che lo incuriosiscono «come quella dei due che hanno patteggiato per il corteo Pro Pal». Di solito lo capisce dalla prima pagina, vede il titolo e va subito al punto. Come tanti lettori anche per lui, nonostante la giovane età, c’è una tappa fissa: i necrologi. «Devo controllare se è morto qualche cliente» scherza. Poi arriva il meteo e, per chiudere, l’oroscopo: con i suoi compagni di tavolo si leggono a vicenda le previsioni, «più per ridere che per crederci davvero». La pubblicità non lo disturba. Anzi, confessa che quella delle onoranze funebri gli piace perché lo diverte «per come è fatta». Poi si lascia andare a una considerazione spassionata, quasi un desiderio: l’inserimento di una vignetta, «qualcosa di leggero, magari un detto friulano, che abbia lo scopo di strappare un sorriso». Idea nata da una sua teoria sui tipi di lettori: «C’è quello intenso, il pensionato che ha tempo, che legge tutto, sottolinea e scarabocchia. Poi c’è quello intermedio, come me, che guarda titoli e va dritto all’articolo che gli interessa. Poi quello veloce, che deve andare a timbrare e scorre in fretta. E, infine, quello disinteressato, che dà solo un’occhiata a programmi tv, meteo e oroscopo. Una vignetta con un detto friulano farebbe contenti tutti».
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