Livio Sartori: «Dalla pompa di benzina alla fisarmonica, il giornale è il mio ponte per restare nella comunità»

L'ex bancario e musicista di Remanzacco racconta una vita scandita dalla lettura metodica del Messaggero Veneto: un rito che dai tempi di Porta Aquileia arriva fino al canto corale e alle suonate nelle case di riposo

Sara Palluello
Livio Sartori, Remanzacco
Livio Sartori, Remanzacco

La storia di Livio Sartori con il Messaggero Veneto nasce tra una pompa di benzina e un chiosco. Livio ha 86 anni e vive a Remanzacco dal 1995, ma le sue radici affondano a Udine, a Cussignacco, “vicino al Messaggero”, come sottolinea con un certo orgoglio.

Il suo legame con il quotidiano è nato quando, da ragazzo, lavorava in un distributore di benzina in zona Porta Aquileia. «C’era un chiosco vicino alla stazione di servizio Shell e la mattina arrivava sempre il giornale. Un’occhiata la davo subito, poi nel pomeriggio leggevo con calma quello che mi interessava». Un’abitudine che non si è mai interrotta. Una vita operosa, la sua: il diploma da ragioniere, i primi impieghi, la carriera bancaria tra Milano e Pordenone, fino alla Cassa di Risparmio, dove diventa un punto di riferimento per il settore estero. Oggi, in pensione, Livio inizia la sua giornata uscendo per andare a prendere il Messaggero Veneto a San Gottardo o al Despar. «Dalle 11 fino all’ora di pranzo sfoglio tutto», racconta. Una lettura metodica, che gli permette di arrivare alle 12.30 «sapendo tutto quello che gli interessa». Le notizie nazionali e internazionali passano anche dalla televisione, ma è il racconto della vita locale a fare la differenza. «È importante sapere – dice – chi c’è e chi non c’è. Un modo diretto per restare dentro la comunità, tra cronaca, piccoli fatti e relazioni». Non tutto viene letto con lo stesso interesse: la “terza pagina” a volte la sfiora appena, la cultura attira di più, mentre le pagine dedicate ai programmi e agli appuntamenti diventano uno strumento pratico, immediato. Poi ci sono i necrologi, che per Livio «non sono solo annunci, ma occasioni di presenza»: fa parte del coro del Carmine e, quando serve, partecipa alle cerimonie funebri con il canto. Il giornale diventa ponte tra la notizia e la vita reale.

Accanto alla lettura, c’è la fisarmonica, coltivata con passione. È la sua seconda voce. «Mi alleno ogni giorno», racconta. Fa parte degli Amici della musica di Savorgnano del Torre e, da dilettante appassionato, porta spesso le sue suonate nelle case di riposo

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