Laura Bortolin: «Il giornale è un ponte tra generazioni, mantiene la mente allenata e viva»
Il rito quotidiano di Laura Bortolin e del padre Ugo, che a 96 anni sfida l'attualità e i nuovi termini della cronaca locale in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Laura Bortolin acquista ogni giorno, domeniche e festivi inclusi, il giornale per il padre Ugo, 96 anni. È un gesto semplice, ripetuto con costanza, che negli anni è diventato una piccola liturgia familiare, che scandisce le sue giornate e dà ritmo alle giornate del padre. «È lui il vero lettore – ammette la donna con un sorriso – ma attraverso di lui scopro le ultime notizie della nostra città anch’io».
La incontriamo all’Edicola del Corso, intenta ad assolvere il suo impegno quotidiano: entra, saluta con cordialità, chiede la sua copia e la porta a casa del padre. Un’abitudine che non conosce pause, nemmeno quando il tempo è incerto o la città è più silenziosa per le festività. In questo modo il quotidiano non è soltanto carta stampata, ma diventa un filo che unisce le generazioni, un pretesto per confrontarsi, ricordare, discutere e persino sorridere insieme davanti a una notizia curiosa.
«L’interesse è soprattutto per le notizie locali, Pordenone in particolare, la nostra città – spiega Laura – ma in realtà si legge tutto, dalle pagine di attualità internazionale agli approfondimenti di economia. Forse un po’ meno lo sport, perché è un argomento che ci interessa poco». Ugo, però, sfoglia ogni pagina con attenzione, soffermandosi sui titoli, leggendo gli articoli e commentando ad alta voce i passaggi che lo colpiscono di più. Talvolta chiede di approfondire un tema che non gli è del tutto chiaro.
Per lui, leggere il giornale è anche un modo per mantenere la mente allenata e viva. A 96 anni la curiosità non si è affievolita: anzi, ogni termine nuovo è una piccola sfida, perché non è mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo.
Così capita che si imbatta in parole straniere, inglesismi o sigle tecniche che richiedono un chiarimento. «Un giorno mi ha chiesto che cos’è il Daspo – ricorda Laura – perché lo leggeva negli articoli, ma non capiva cosa fosse. Così gliel’ho spiegato e ha imparato qualcosa di nuovo».
Il Messaggero Veneto diventa così, ancora una volta, uno strumento che va oltre la notizia e si trasforma in un ponte tra ieri e oggi, tra esperienza e attualità, tra padre e figlia, alimentando ogni giorno un dialogo fatto di affetto e condivisione.
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