Isidora Kren: «Il giornale è una coccola per il cuore e per la mente, tiene allenata la testa»

Il racconto di Isidora "Dora" Kren, storica commerciante di Cormòns che a 99 anni legge ancora il quotidiano ad alta voce in famiglia, in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Isidora Kren, per tutti Dora, è della classe 1927. Vive a Cormons
Isidora Kren, per tutti Dora, è della classe 1927. Vive a Cormons

Isidora Kren, per tutti “Dora”, è della classe 1927. Nata a Medana, allora ex Jugoslavia, in una famiglia semplice e numerosissima (sette sorelle e due fratelli) a 19 anni attraversa il confine e si trasferisce a Cormòns, paese che amerà per tutta la vita. Qui conosce il marito, Edoardo Pitta, e con lui gestisce fino alla pensione un piccolo negozio di ortofrutta nel cuore del paese. “In bottega”, come si diceva una volta. È proprio tra cassette di mele e bilance che il Messaggero Veneto entra nella sua storia. Per Dora e suo marito era uno strumento di lavoro: «Per intrattenere i clienti bisognava sapere cosa accadeva. La chiacchiera era parte del mestiere, e la chiacchiera nasceva dalle notizie. Così il giornale arrivò in casa prima per necessità, poi per abitudine. E infine per affetto».

Oggi Dora ha 99 anni (da poco compiuti) e il Messaggero è diventato una consuetudine indispensabile. «Non c’è pranzo che si concluda senza il dolce e senza il giornale». Lo legge ancora ad alta voce, davanti alla famiglia riunita, trasformando la rassegna quotidiana in un piccolo rito domestico. «È una coccola per il cuore e per la mente», dice. La sua sezione preferita è la cronaca: le piace restare informata, «sentirmi parte della comunità».

Legge, commenta, spiega ai nipoti. Non mancano le curiosità e, da tifosa convinta, le pagine sportive, dove va a caccia di notizie sull’Udinese. La politica la osserva con distacco, ma il territorio le interessa eccome: per Dora il giornale è una finestra sul mondo. Il suo rituale quotidiano è semplice quanto rigoroso: pranzo, dolce, Messaggero. Sfogliare, sottolineare mentalmente, tornare indietro su una notizia. «Leggere tiene allenata la testa», ripete. Forse è anche questo uno dei suoi piccoli segreti di longevità: la curiosità mai spenta. In famiglia, il rapporto con il giornale non si è mai interrotto. È passato dalla bottega al tavolo di casa, dalle chiacchiere con i clienti alla lettura ad alta voce con figli e nipoti. A quasi cent’anni, Dora continua a voltare pagina con la stessa energia di un tempo. E ogni giorno, tra una notizia e un sorriso, dimostra che informarsi non è solo un gesto: è un modo per restare vivi e condividere il tempo con chi si ama.

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