Giuseppe Jogna: «Dalle riforme a Roma alla laurea honoris causa, il giornale è la mia bussola identitaria»
Lo storico leader dei periti industriali, insignito dall'Università di Udine, racconta il legame indissolubile con Forgaria e Spilimbergo attraverso le pagine del quotidiano in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

C’è un legame invisibile, fatto di inchiostro e radici, che tiene unite le persone al proprio pezzo di terra, anche quando la vita le porta a scalare i vertici delle istituzioni nazionali. È il caso di Giuseppe Jogna, classe 1937, una vita spesa a riformare il mondo delle professioni tecniche e oggi insignito dall’Università di Udine della laurea magistrale honoris causa in Ingegneria gestionale. Eppure, nonostante i decenni passati tra Roma e i grandi centri decisionali, il rito quotidiano di Jogna comincia sempre allo stesso modo: aprendo il Messaggero Veneto. Per lui, il quotidiano locale non è un semplice aggregato di notizie, ma una bussola identitaria. «Lo prendo per sapere cosa succede nel mio paese e nei dintorni – spiega – mi interessa capire se è successo qualcosa lì, sotto casa». Nato e cresciuto a Forgaria del Friuli, poi trasferitosi a Spilimbergo, Jogna incarna perfettamente quel sentimento di appartenenza che sfida la geografia: «Mi sono trasferito fisicamente, ma non mentalmente».
Una connessione così viscerale che per anni lo ha spinto a mantenere la residenza nel comune d’origine, una scelta di cuore che gli è costata persino qualche grattacapo burocratico con l’Imu. Mentre per i temi internazionali o l’economia si è sempre affidato a fonti specializzate, il Messaggero Veneto rappresenta lo sguardo continuo sulla comunità. Questa umiltà nel restare “uomo del territorio” si scontra quasi con la grandezza della sua carriera professionale. Figlio di un muratore emigrato, diplomato al Malignani nel 1958, Jogna è stato il motore dietro riforme storiche. Per vent’anni alla guida dei periti industriali italiani, ha lottato per l’istituzione delle lauree professionalizzanti, un traguardo raggiunto nel 2020 che ha cambiato il futuro di migliaia di giovani tecnici.
Dalla ricostruzione post-terremoto alla sicurezza sul lavoro, il suo impegno è stato totale, ma sempre guidato da quella tenacia friulana appresa tra le montagne di casa. Oggi, nel ricevere il massimo riconoscimento accademico, Jogna dimostra che si può parlare al Paese intero senza mai smettere di ascoltare la voce del proprio campanile dalle pagine del “suo” giornale.
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