Giuliano Iurman: «Tutto iniziò con quel mitico Udinese-Milan del 1955, oggi il giornale è la mia compagnia»
Dalle Valli del Natisone ai mercati di tutto il Friuli: il racconto di Giuliano Iurman, 82 anni, che dal primo scudetto sfiorato dai bianconeri non ha mai smesso di sfogliare il Messaggero Veneto

Certe storie non nascono da un incontro programmato. Succedono quasi per caso, in un giorno qualunque, e poi continuano per una vita intera. Quella tra Giuliano Iurman, 82 anni e residente a Pagnacco, e il Messaggero Veneto cominciò esattamente il 1º maggio 1955. Giuliano aveva poco meno di 11 anni. Viveva nelle Valli del Natisone, in una borgata del comune di Stregna. Il giorno prima aveva ascoltato alla radio una partita destinata a restargli impressa per sempre: Udinese-Milan, prime due squadre in classifica nel campionato di Serie A. «Non vedevo il campo – ricorda – ma sentivo il pubblico che incitava, applaudiva. Era un’emozione fortissima».
Un’Udinese ridotta in dieci riuscì a battere per 3-2 il Milan di Schiaffino, Nordahl e Liedholm. Il giorno dopo, tra le sue mani arrivò il giornale con il racconto di quella partita. Fu la prima volta che lesse il Messaggero Veneto. È stato un altro modo di rivivere il match. Una nuova emozione. Qualche anno più tardi Giuliano andò perfino alla biblioteca di Udine per rileggere quegli articoli sportivi, tanto gli rimase impressa la cronaca su carta stampata. Non cercava soltanto il risultato: voleva rivivere le emozioni che il giornale aveva saputo fissare. Era iniziato un rapporto destinato a durare ancora adesso.
Giuliano ha avuto una vita dinamica, per scelta non ha mai avuto un negozio fisso: era commerciante ambulante di accessori per l’abbigliamento, ombrelli e articoli vari. «Ho girato tutto il Friuli con i mercati. Mi ha dato soddisfazione perché ero libero», dice. Tra una piazza e l’altra, il Messaggero Veneto è stato un punto fermo, «uno strumento per rimanere collegato ai luoghi e alle persone incontrate». Spesso Giuliano lo legge al bar, dove le notizie diventano occasione di dialogo: «Mi piace commentarle con chi incontro».
Ammette che gli piace leggere tutte le notizie, ma prima fra tutte cerca la pagina dei necrologi. Poi le cronache dei paesi, soprattutto quelle legate alle Valli del Natisone e al Cividalese, territori con cui mantiene un legame profondo. E, naturalmente, lo sport con l’Udinese. «In casa purtroppo sono solo», conclude. Anche per questo il giornale assume un significato diverso: non soltanto informazione, ma “compagnia quotidiana”.
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