Francesca Benvenuto: «L'online è rapido, ma il giornale dà ordine e peso reale alle notizie del territorio»
La consulente di comunicazione racconta il legame tra memoria familiare e informazione: dalla ricerca sulla medaglia al valore del nonno al bisogno di una struttura gerarchica delle news per gli 80 anni del Messaggero Veneto

Si informa ogni giorno online, legge testate nazionali, segue siti e magazine digitali, ma quando vuole davvero capire cosa succede nel territorio torna sempre alle pagine locali del Messaggero Veneto. Francesca Benvenuto, 47 anni, consulente di comunicazione, è una lettrice che con il quotidiano regionale ha un rapporto nato molto presto. «In casa mia i giornali ci sono sempre stati – racconta –, facevano parte della vita di casa». Da bambina li vedeva arrivare ogni giorno sul tavolo e, con il tempo, ha iniziato a sfogliarli. «Mi informo molto online, ma quando si tratta delle notizie del territorio sento il bisogno di una struttura più chiara. La pagina locale del cartaceo riesce ancora a darmi la sensazione di ordine».
Per Benvenuto la differenza sta proprio nell’organizzazione delle informazioni: mentre l’online vive di aggiornamenti continui, il giornale offre una visione più completa e gerarchica delle notizie. «Le pagine locali permettono di capire il peso reale delle cose che succedono: cosa è più importante, cosa riguarda davvero la comunità». Anche l’aspetto materiale del giornale ha un valore: «Il fatto che sia cartaceo mi dà una sensazione di vicinanza. C’è anche un elemento sensoriale, concreto, che rende la lettura diversa. A volte – aggiunge – percepisco un’impostazione ancora molto orientata a un pubblico tradizionale. Credo che ci sarebbe spazio per uno stile più contemporaneo, più vicino ai linguaggi e alla sensibilità delle generazioni più giovani, sia nel cartaceo sia nel digitale».
Tra i ricordi legati al giornale ce n’è uno particolarmente significativo. Qualche anno fa Benvenuto aveva raccontato su Facebook una storia familiare: la ricerca che l’aveva portata a ricostruire il passato del nonno Giovanni Zamarian, internato militare durante la Seconda guerra mondiale. Partendo da poche informazioni di famiglia, era riuscita a rintracciare documenti negli archivi della Wehrmacht e poi a ottenere da Roma la medaglia al valore destinata agli internati militari italiani. «Avevo scritto semplicemente un post per raccontare questa scoperta», ricorda. «Il Messaggero Veneto lo ha visto e mi ha contattata per chiedermi di raccontare tutta la storia». Ne nacque un articolo che ripercorreva la ricerca e il riconoscimento ottenuto.
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