Fausto De Luisa: «Dalle notti in tipografia alle consegne della Gin-Gas, il giornale è il mio compagno di strada»

Lo storico titolare dell'attività di famiglia a Borgo Pracchiuso ricorda quando attendeva le prime copie calde di stampa per le promozioni dell'Udinese, celebrando 80 anni di Messaggero Veneto.

Sara Palluello
Fausto De Luisa, Udine
Fausto De Luisa, Udine

Fausto De Luisa ha 71 anni e vive a Udine, nel quartiere di Borgo Pracchiuso. La storia che racconta inizia col nonno Gino, figura centrale della famiglia. «Fu proprio lui, nel 1936, ad aprire quello che viene ricordato come il primo negozio di biciclette di Udine», riferisce Fausto, che cresce imparando cosa significhi «guadagnarsi la giornata con le proprie mani». Quando il negozio viene venduto, la famiglia cambia strada ma non spirito: nel 1960 il nonno ha un’intuizione che segnerà il futuro. Decide di produrre bombole di gas. «Ne fa realizzare circa un migliaio e sceglie di marchiarle con il suo nome. Nasce così la Gin-Gas, un’attività che poi io ho ereditato e porto avanti da 40 anni, consegnando bombole a domicilio in tutto il territorio, anche per Friuli Doc e sagre paesane», dice. Chilometri su chilometri, cortili, scale, case di paese e condomini cittadini: una presenza costante nella vita quotidiana di tante famiglie friulane.

Il legame con il Messaggero Veneto nasce all’età di 16 anni quando consegnava taniche di cherosene in viale Palmanova ai macchinari che lavavano le lastre di stampa del giornale. «Il quotidiano lo vedevo nascere – ricorda –: l’odore dell’inchiostro, il rumore delle rotative, le copie appena stampate ancora calde». Uno dei ricordi più vivi risale alla promozione dell’Udinese in Serie A. «Una notte di festa interminabile. All’alba mi venne un’idea improvvisa: andare direttamente dietro alla tipografia per avere la prima copia del giornale con il titolo storico». Arrivò verso le due di notte, mentre i fogli uscivano freschi di stampa, ancora impregnati d’inchiostro. Ancora oggi il Messaggero Veneto fa parte della sua vita. Ogni giorno, a bordo del suo furgone, tra una consegna e l’altra, Fausto parcheggia e comincia a sfogliare. Legge tutto, dalla prima all’ultima pagina. Si sofferma sulla cronaca di Udine e dei paesi, controlla i necrologi per vedere se è venuto a mancare qualcuno che conosce, e naturalmente non salta mai lo sport. «È un’abitudine a cui sono profondamente affezionato – afferma –. I figli, invece, appartengono a un’altra generazione: leggono le notizie sul telefono. Quando vivevano ancora in casa, però, anche loro prendevano in mano il giornale ogni giorno, almeno fino all’adolescenza».

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