Elsa Santarossa: «Se non leggo il giornale alla mattina sto male, vado in astinenza»

Il racconto di Elsa Santarossa, 89 anni di Porcia, e il suo legame vitale con la lettura quotidiana per tenere allenata la mente in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Stefano Crocicchia
Elsa Santarossa, Porcia
Elsa Santarossa, Porcia

«Se non leggo alla mattina sto male, vado in astinenza, un po’ come quelli a cui manca il fumo». Scherza così Elsa Santarossa, nel descrivere il proprio rapporto con il Messaggero Veneto e con la lettura in generale. Fra poco più di un mese compirà 89 anni, eppure non è stanca di informarsi sul mondo e sulla sua Porcia. Qui, infatti, è nata, e qui ha sempre vissuto. E nella sua Portovieli i giornali e le riviste non mancano mai.

Ogni mattina, alle 7.30, suo figlio Giuseppe le fa trovare sul tavolo della colazione ben tre quotidiani, fra i quali, ovviamente, proprio il Messaggero Veneto. Il venerdì, poi, è il gran giorno delle riviste, che le tengono compagnia e con cui si informa sull’Italia e sul mondo, fra notizie serie e alcune un po’ più frivole. Nella vita ha svolto perlopiù la professione di contadina, assieme al marito Giovanni Zanetti, morto nel 2018. Un mestiere che ha lasciato in eredità a Giuseppe, che conduce una piccola produzione locale, con protagonisti assoluti insaccati e carni di maiale.

«Leggo quotidianamente il Messaggero Veneto almeno dal 2018, quando sono rimasta vedova – rivela lei –. Prima ero più indaffarata con la stalla e c’era molto meno tempo. Ma leggere mi è sempre piaciuto. Ho cominciato con le riviste, poi sono saltati fuori i quotidiani. Ho anche diversi libri di Oriana Fallaci e di Mauro Corona, che mi sono sempre piaciuti».

Con la lettura si tiene in forma e se le manca il giornale sono guai. «Quando ci sono le feste e il giornale non esce, sto male – sorride –. Ho il tempo per leggere e se non posso farlo mi sale il nervosismo. Leggendo mantengo vivo il cervello, altrimenti vado fuori con la testa. Poi è proprio vero che fa bene: tante volte mi ricordo più le cose io dei miei figli Giuseppe e Paola. “Sono meglio io di voi”, gli dico».

Sul Messaggero Veneto trova di tutto. «Ci sono un po’ tutte le novità del mio paese, c’è sempre qualcosa di nuovo – spiega –. Anche se spesso non sono notizie belle». E sono proprio le pagine di Porcia quelle che sfoglia di più e più volentieri. Per il resto, le piacerebbe leggere in misura maggiore «qualche bella notizia». Insomma, chiosa Elsa, «qualcosa che possa acquietare l’anima».

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