Diana Pilosio: «Il giornale è stata la mia medicina per ritrovare le parole dopo l'ictus»
Dalla paralisi alla riabilitazione attraverso la lettura: la straordinaria storia di Diana e di come le pagine del quotidiano l'abbiano aiutata a sconfiggere l'afasia, raccontata in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

A Diana Pilosio il Messaggero Veneto ha restituito le parole. La sua storia comincia, o meglio ricomincia, nel novembre del 2010. Aveva 59 anni quando un ictus la colpì all’improvviso. Le conseguenze furono gravissime: paralisi della parte destra del corpo e perdita della capacità di parlare, comprendere e leggere con naturalezza. Una frattura netta nella vita di una donna attiva, diplomata ragioniera, sommelier per professione, appassionata di gare fuoristrada, abituata al movimento e alle relazioni.
Diana rimase ricoverata per quattro mesi al Gervasutta. Il ritorno a casa è stata una nuova vita, fatta di logopedia, fisioterapia, piccoli progressi e grandi fatiche quotidiane. Il Messaggero Veneto, fino ad allora, entrava in casa solo saltuariamente. «Non era ancora un’abitudine. Non ancora qualcosa di indispensabile», racconta il marito Giordano Rinaldi. Lo diventò poco dopo. A circa un anno dall’ictus, Diana iniziò a prendere in mano il giornale. «All’inizio con enorme difficoltà – racconta –: leggere significava fermarsi su ogni parola, decifrare lentamente, riconoscere significati che il cervello faticava a ricostruire». Ma proprio lì c’è stata la svolta. Sfogliare il giornale diventò inconsapevolmente un esercizio riabilitativo.
Oggi continua a leggerlo ogni giorno. «Non velocemente – precisa Giordano – ma con attenzione profonda. E soprattutto con memoria: ricorda gli articoli anche dopo giorni». La lettura le ha restituito qualcosa di fondamentale: la cognizione del tempo e dei fatti, la capacità di ragionare, il dialogo con l’attualità e con il mondo esterno. Il giornale è diventato una routine indispensabile. Diana legge tutto, tranne lo sport. «È una medicina», racconta il marito. Una medicina quotidiana, capace di stimolare il linguaggio, sostenere la memoria e mantenere viva la relazione con la realtà. Proprio questa esperienza è stata raccontata anche nel libro di Giordano Rinaldi, “Storie di noi due. Sopravvivere all’afasia”, con la speranza che altre persone colpite da ictus possano trovare nella lettura uno strumento di recupero e speranza. Quando il Messaggero Veneto non esce, la mancanza si sente davvero. Nessun altro quotidiano riesce a catturare la sua attenzione nello stesso modo. Per lei non è intercambiabile.
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