Daniela Roiatti: «Il giornale è un rito che si tramanda, ritaglio ancora le notizie da appendere sul frigo»

Dalla prima media ai cinquant'anni di abbonamento in famiglia: il racconto di Daniela Roiatti tra la passione per l'escursionismo e il valore della carta stampata in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Sara Palluello
Daniela Roiatti, Udine
Daniela Roiatti, Udine

Il primo ricordo che Daniela Roiatti ha del Messaggero Veneto non è legato a una grande notizia, ma a un gesto semplice: un ritaglio portato a scuola. Era in prima media quando l’insegnante di lettere, Gelmina Cillo, parlò dell’Egitto e dei faraoni. Daniela a casa aveva letto un articolo sul giornale, lo aveva tagliato con cura e infilato nello zaino per mostrarlo ai compagni. L’insegnante apprezzò quell’attenzione: saper riconoscere una notizia, conservarla, darle un peso.

Oggi Daniela ha 67 anni, è friulana doc, figlia di due famiglie originarie di Udine e Merlana. È in pensione, dopo una vita da bancaria, e quel gesto – ritagliare, mettere da parte, tornare a leggere – non l’ha più perso. In casa sua il Messaggero Veneto c’è da quasi cinquant’anni: «L’abbonamento lo aveva fatto mio papà Primo, poi è passato alla mamma Norina e infine a me. All’epoca del terremoto – racconta – non c’erano tante emittenti, né tutti questi mezzi di informazione».

E quell’abitudine è rimasta. Per Daniela la carta ha un fascino diverso dalle notizie che appaiono sullo schermo del pc o dello smartphone, mezzi che peraltro utilizza per approfondire determinati tipi di informazione. «Il giornale si può leggere con calma, ci si può tornare sopra, lo si può riprendere in mano più volte durante la giornata» dice. A casa sua arriva con la posta o, nei giorni di festa, lo va a comprare il marito Franco. Lei lo legge la sera, in cucina, quando ha sistemato tutto: è il suo momento libero, «lo era anche quando lavoravo». E se un articolo la colpisce, lo ritaglia e lo mette in evidenza attaccandolo al frigo o al calendario. Avendolo sempre sotto gli occhi è più facile farci attenzione. Gli articoli di cui va “ghiotta” sono quelli che parlano di attività sportive e all’aria aperta, in ogni stagione: escursioni, appuntamenti, inaugurazioni. «Informazioni pratiche, utili, che spesso online non si sa nemmeno dove andare a cercare» spiega. Segue anche le notizie sulla città, sulla viabilità, sui servizi. La politica la interessa poco e la cronaca nera «dà già abbastanza pensieri».

In famiglia, però – marito a parte –, il rapporto con la carta è diverso da quello che ha lei: «le mie figlie si informano in qualche modo. La più grande lo legge, la più piccola, poco più che 30enne, si informa online, ma spesso non ha tempo. Tante notizie le scoprono da noi genitori, quando ci sentiamo al telefono e parliamo del più e del meno».

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