Antonio Miele: «Il Messaggero rappresenta bene quel Friuli che 44 anni fa mi ha accolto»
Il racconto di Antonio Miele, storico capofanfara dei bersaglieri di Cordenons, e il suo legame con il quotidiano tra missioni all'estero e storia locale in occasione degli 80 anni del Messaggero Veneto

Ci sono abitudini irrinunciabili, come il caffè del mattino o il rito del quotidiano al bar. Per Antonio Miele, sottufficiale dell’Esercito in pensione e storico capofanfara dei bersaglieri, il rapporto con il Messaggero Veneto è questo: non una semplice lettura, ma un appuntamento fisso con una testata che «bene rappresenta quel Friuli che 44 anni fa mi ha accolto e che ho imparato ad apprezzare», dice.
Originario della Campania, Miele nel 1982 aveva 23 anni e stava studiando a Roma quando la “chiamata” lo portò alla caserma Zappalà di Aviano. Da allora, non ha più lasciato questa terra, trovandovi anche l’amore. Ha trascorso la vita a rappresentare l’Italia nel mondo e il Messaggero era lo specchio in cui ritrovarsi. «Al rientro da ogni missione – racconta – cercavo le foto della fanfara all’estero nell’unico giornale che le pubblicava puntualmente, allora ancora in bianco e nero. Ho cominciato così ad apprezzarlo e a leggerlo».
Erano i tempi del fotografo Aldo Missinato, con cui il sottufficiale ebbe un legame di stima proseguito poi con i figli. Nel suo archivio personale molti i ritagli di giornale che conserva, raccontano i viaggi della fanfara – che ha guidato con orgoglio dal 1982 al 2016 – e la storia di un corpo, quello dei bersaglieri, che in Friuli ha radici profonde. Oggi, da consigliere regionale dell’Associazione nazionale bersaglieri, Miele continua a scegliere il Messaggero come unico riferimento cartaceo. Lo cerca per le pagine di cultura e storia, che gli sono tornate utili nelle sue ricerche sul corpo e sulla Grande guerra, e per quel legame stretto con il territorio che lo ha sempre contraddistinto. «Cerco le informazioni sulla cronaca del comune in cui vivo, Cordenons, e della provincia in generale. Per il resto c’è internet».
Nel 2026 si celebra un doppio anniversario: gli 80 anni del giornale e i 50 dal terremoto in Friuli. Un evento, quest’ultimo, al quale i bersaglieri dedicheranno il 73° raduno nazionale, dal 27 al 31 maggio a Lignano Sabbiadoro, ricordando con un pizzico di orgoglio come i militari della Martelli furono tra i primi a intervenire tra le macerie di Gemona e Osoppo. E, c’è da scommetterci, Antonio Miele il giorno dopo ne leggerà la cronaca e la ritaglierà, per conservarla.
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