Vertenza Electrolux, il vertice in Regione: «Servono garanzie»

Fronte comune tra giunta regionale e sigle sindacali, Bini e Rosolen: «Chiarezza sul piano industriale. L’azienda rispetti i principi della responsabilità sociale»

Giulia Sacchi
L’incontro di mercoledì pomeriggio in via Sabbadini a Udine con gli assessori Bini e Rosolen
L’incontro di mercoledì pomeriggio in via Sabbadini a Udine con gli assessori Bini e Rosolen

Sostenibilità produttiva e occupazionale del sito di Porcia – in cui sono stati dichiarati 421 esuberi – devono essere al centro del piano industriale di Electrolux: è un fronte comune quello di Fim, Fiom e Uil e Regione, che mercoledì si sono incontrati a Udine per fare il punto in vista del tavolo tecnico di mercoledì prossimo al ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma.

«Chiediamo alla multinazionale chiarezza su un piano industriale che, seppur rivisto, rimane incompleto sotto diversi aspetti» hanno messo in evidenza gli assessori regionali Sergio Emidio Bini (attività produttive e turismo) e Alessia Rosolen (lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia).

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I lavoratori in corteo. Foto Petrussi

«È necessario che l’azienda non venga meno ai principi della responsabilità sociale d’impresa, con scelte calate dall’alto a discapito di lavoratori e territorio. Su questi obiettivi Regione e organizzazioni sindacali esprimono una posizione comune, nella consapevolezza che la tutela di un patrimonio industriale così importante richiede un fronte compatto».

Per la Regione, «lo stabilimento di Porcia è quello che, assieme a Cerreto, rischia di subire le conseguenze più pesanti della riorganizzazione. Restano aperte questioni rilevanti sulle riduzioni occupazionali, sui volumi produttivi e sul futuro delle attività strategiche. Ci attendiamo che al tavolo tecnico della prossima settimana l’azienda fornisca risposte puntuali e riconsideri alcune delle proprie posizioni».

Rosolen e Bini hanno rilevato la necessità di «un impegno condiviso di governo, Regione, organizzazioni sindacali e rappresentanze del mondo produttivo. Dobbiamo scongiurare la delocalizzazione della produzione e difendere la centralità di Porcia, anche nell’ambito della ricerca e sviluppo e del data center. Parliamo di competenze e professionalità di alto rilievo, fondamentali per il mantenimento e lo sviluppo futuro dello stabilimento».

Nel corso dell’incontro è stato ricordato il bando regionale da 8 milioni di euro a sostegno della filiera del bianco, previsto in avvio nei prossimi mesi ed è stato precisato che l’accesso ai contributi sarà vincolato alla permanenza delle attività produttive sul territorio. Gli assessori hanno ribadito il costante raccordo della Regione con il Mimit, richiamando le peculiarità occupazionali e industriali del sito di Porcia.

«Il tavolo di mercoledì prossimo sarà un passaggio importante per chiarire le questioni ancora aperte e favorire un accordo condiviso, che dovrà garantire prospettive produttive e occupazionali al territorio», hanno concluso Bini e Rosolen.

Da parte loro, i sindacalisti Simonetta Chiarotto (Fiom), Gianni Piccinin (Fim) e Roberto Zaami (Uilm) hanno ribadito che, «al momento, non ci sono le basi per un raggiungere un’intesa, che auspichiamo siano poste al tavolo della prossima settimana. La Regione ci ha assicurato sostegno nel portare avanti le nostre istanze a tutela del sito produttivo di Porcia e dell’occupazione. Speriamo che l’azienda possa fare valutazioni diverse rispetto a quelle proposte sinora».

I sindacalisti hanno sollecitato la Regione affinché, anche di concerto col governo, «possa trovare soluzioni a lungo termine, con politiche ad hoc per il mondo dell’industria, così da evitare che tra tre anni ci si ritrovi di nuovo a parlare di esuberi». Intanto giovedì è previsto un incontro in azienda a Porcia coi vertici nazionali dei sindacati che stanno seguendo la vertenza. Quanto al confronto al Mimit, al vertice della prossima settimana farà seguito quello del 2 novembre.

 

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